DI FRANCESCO CONTARINI. 1588. 375 spensa per disciogliere il matrimonio con la principessa di Parma, quel duca ne fosse restalo molto risentito; tuttavia, inteso diligentemente come passava il negozio, e la buona compagnia ch’essa ha ricevuta dal marito fin che è stala con lui, par che sia restato soddisfatto ; massime sendosi con la nuova moglie veduta prole, dal che resta persuaso che il mancamento procedeva dalla sola principessa. Per fuggir la lunghezza, non voglio raccontar i molti ed infiniti favori che, come suo ministro e rappresentante , ho ricevuto da Sua Eccellenza; da’quali la Serenità Vostra chiaramente comprenderà l’ardente volontà e desiderio di quel principe di mantener viva quella buona intelligenza, che in vita di suo padre era alquanto rallentata Per questo rispetto subito assunto al ducato si compose in termini d’amore, e poco dopo mandò suo ambasciatore residente a questa Repubblica, non lasciando operazione alcuna, colla qual possa credere di dar soddisfazione alle VV. SS. EE. Di me non dirò cosa alcuna, perchè son sicuro che le mie deboli forze non han potuto corrisponder a qucH’ardente desiderio ch’io porto di servir Ja Serenità Vostra. Al che hanno supplito sufficientemente molti gentiluomini che si sono degnati in questo mio breve viaggio d’onorarmi e favorirmi con la presenza loro; a’quali convengo per infiniti rispetti restar perpetuamente obbligato. Mi ha servito per segretario M. Gioan Ratista Padavin, conosciuto in tanti carichi dalle SS. VV. EE. per suo diligentissimo e fedelissimo ministro; nel quale avendo io ritrovato modestia suprema e indicibil valore, merita posseder la grazia assolutamente della Serenità Vostra, e di cadauna delle VV. SS. EE. Piacque al sig. Duca presentarmi di quella catena che si ritrova a’ piedi di Vostra Serenità; la quale se si degnerà di concedermela , servirà in parte alla ricompensa di tante spese fatte in questa legazione, e per chiaro e cortese testimonio dell’ amore e molta sua liberalità.