RELAZIONE DELLO STATO DI MILANO DEI. SEGRETARIO GIANNANTONIO NOVELLI letta in Senato nel 1553 (1) A me pare, Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori, che sarebbe officio superfluo volere ora attediar la Serenità Vostra con replicare in questo Eccellentissimo Collegio colla viva voce quel che per spazio di venlotto m(*si le ho con frequenti c copiose lettere mie di tempo in tempo dinotato, così delle nuove e successi del mondo, come di quello che pertiene in specie allo Stato di Milano, perciocché son certo che Vostre Signorie Illustrissime siano del tutto ben ricordevoli Quanto veramente io abbia patito mentre che per nome di Vostra Celsitudine ho fatto residenza presso all’lllustriss. Sig. Don Ferrante Gonzaga, e in qual pericolo io sia stato più fiate di lasciarvi la vita, ben lo sanno le SS VV. EE.; alle quali se non avessi a pieno satisfatto, gliene chiedo umilmente perdono, supplicandole che per supplimento di ogni mio difetto si degnino accettar la buona volontà, affirmando che in tutte le azioni mie sempre io son proceduto con quella fede e sincerità, che conviene ad un fedelissimo e devotissimo servo loro. Dal predetto sig. don Ferrante sono stato per il vero benissimo veduto e accarezzato grandemente, mercè della molta affezione e riverenza che quel Signore mostra portare a questa Eccelsa Repubblica, della quale, in ogni occasione che gli sia offerta, parla tanto onorevolmente quanto dire si possa. Non è più Sua Signoria Illustrissima in quell’estimazione e grazia che era prima presso l’imperatore, conciosiachè (1) Imp. R. Archivio Generale di Venezia. — Pubblicata già da C. Cantù nel libro intitolalo: Scorsa di un Lombardo neyli Archivi di Venetia, Milano, Ci velli, 1856, in-8.°, pag. 41 e segg.