440 RELAZIONE 1)1 FIRENZE si mantenga l’abbondanza in ogni parte, e finalmente ha fatto molti grossi imprestiti alle comunità, arti e terre del suo dominio, con ingredibil sua lode e contentezza de’popoli. S' affatica questo principe di mantenersi in grazia di Sua Beatitudine (1) tuttoché abbia ricevuto da lei qualche disgusto ; perchè, per istanza che facesse, non potè ottener proroga di certo tempo, nel qual potesse deliberar se doveva continuar a esser persona di chiesa , o rinunciar il cappello ; il che gli fu tanto più molesto, quanto che sapeva egli essere stato potissima causa del suo pontificato ; perchè seguita la morte di Gregorio XIII, e scrivendo 1’ ambasciatore di Spagna a Sua Maestà Cattolica che nel conclave la somma del negozio non si doveva fidare nel Cardinal de’Medici, ordinò il re che con Sua Signoria Illustrissima non si trattasse cosa alcuna, deferendo il tutto ai cardinali Deza e Como ; della quale risoluzione se ne dolse talmente S. A., e le parve di ricever tal affronto, che entrato nel conclave e accordatosi con Este, fecero subito ricever il presente Pontefice, contro il desiderio e l’aspettazione degli Spagnuoli. Cerca nientedimeno, come ho detto, dissimulando ogni cattivo incontro, di tenerlo gratificato, sì per rispetto de’ Spagnuoli, da’quali si vede poco amato, come per la pretensione che tiene Sua Beatitudine sopra il borgo San Sepolcro; e per questo non lascia addietro cosa che sia di sua soddisfazione, avendo più volte onorata-mente presentato il Cardinal Montalto, e conferito nella sua persona diversi offizi di molta rendita; e finalmente col mezzo suo si sono concluse le nozze tra suo nipote, il sig. Virginio Orsino, e la nipote di Sua Santità, tanto da essa desiderate quanto odiate da Spagna e Savoia, per l’unione che vedevano contrarsi tra questi due principi; e però non han lascialo ogni sorte di cattivo offìzio per sturbarle. Mantiene medesimamente vive tutte quelle pratiche e amicizie che teneva in Roma mentre era cardinale, sperando per questa via, in vacanza di pontificato, aver molta parte nell’elezione del futuro pontefice. Mostra l’Imperatore di amare e stimar molto il Granduca, essendosi chiaramente veduto quanto l’ambasciatore di (1) Sisto V.