142 RELAZIONE DI SAVOIA sona in Francia con esercito i mesi passali, coni’egli desiderava ; nè meno che tentasse l’impresa di Ginevra, come egli n’ ha fatto infinite istanze dal giorno del matrimonio sino a quest'ora continuamente; avendo sempre risposto Sua Maestà Cattolica che il tempo non era ancora maturo per queste risoluzioni , e che era necessario di star aspettando che si maturassero le cose per effettuarle con sicurtà e con maggiore fondamento. Non volendo io restare di riferire alla Serenità Vostra quello ch’io ho inteso ultimamente da buonissima parte, che tale era il concelto che Sua Maestà teneva della risoluta volontà del sig. Duca di passarsene in Francia, ovvero di tentar l’impresa di Ginevra, mettendola in necessità arlificio-samente d’aiularlo con le sue forze, che non se le è potuto per gran pezzo levar dall’ animo, che da Sua Altezza non si fosse procurala con qualche strattagemma questa rottura con gli Svizzeri per aver il modo di metter grosso numero di gente insieme in quelle parti sotto pretesto della difesa de’ suoi stati per passarsene finalmente in Francia, ovvero per mettersi al-I’ assedio di Ginevra con le forze di Sua Maestà Cattolica, e con Ira la propria volontà sua. Per la qual cosa S. M. si dimostrò per qualche giorno molto alterala di questo successo, dando risposte poco grate alle istanze che le erano fatte di presto soccorso, sin a tanto che dai suoi ministri le furono mandale più d’ una volta infinite giustificazioni della qualità di quell’ accidente e dei progressi gagliardi che facevano gli inimici negli stati del sig. Duca. Ma finalmente concedendogli il soccorso limitatamente, come s’è veduto, gli fece insieme una protesta Sua Maestà, che si dovesse da Sua Altezza attendere solamente alla ricuperazione del perduto, altrimenti ella se ne sarebbe lavale le mani; essendo venuta sin a questo termine di scrivergli una lettera di suo pugno, per quanto ho inteso da buonissima parte, con dirgli ch’ella aveva avuto un figliuolo, a’suoi giorni, come si sapeva, molto disobbediente, e che aveva saputo castigarlo (1); ma che non polendo far altra dimostrazione verso di lui, che le era genero, che abbandonarlo, lasciandogli girar le cose a voglia sua, gli pr»’ (I) Allude al fatto dell'infante Don Carlos.