1)1 MATTEO ZANK. 1584. 359 a questo trovano da opporre. Onde non manca al cardinale chi attraversi le operazioni sue , si come han anco attraversato le sue pertrattazioni della protezione di Spagna, data al Cardinal de’Medici (1) , eh’esso pretendeva sopra ogn’ altra cosa. Ma, come ho detto, conoscendo il re quanto questo gli sia utile e buon ministro , e quanto bisogno abbia di lui, lo trattiene in diversi modi, e gli ha dato una pensione sopra Siviglia di 0000 scudi d’entrata, e ad un nepolc una commenda di 3000. Quanto questo e gli altri ministri siano ben affetti verso la Repubblica, mi basterà dire che anteporran sempre qualsivoglia picciol servizio del re ad ogn’ altro rispetto. Il cardinale di Toledo , inquisitor maggiore di Spagna, di settantun’anni, ricco di 250,000 scudi di entrata , è uomo duro nei negozj e nel trattare. In corte è stimato non per altro che per esser inquisitor maggiore, ed ora il re si serve poco di lui (2). Il marchese d’Aguilar c amalo da S. M. per la sua bontà , non vi essendo in lui altra parte da lodare. Il marchese d’Almazan , ora viceré di Navarra, non l’ho conosciuto. Il quiuto consigliere è don Gio. di Zuniga, nuovo nel consiglio , riputato per la bontà della vita e de’ costumi e per esser religiosissimo : è diffettoso della vista e dell’ udilQ, e dicono che sia duro nelle sue opinioni. Secretario di questo supremo consiglio è don Giovanni Idiaquez, che fu qui ambasciatore, e fa l’officio in luogo del segretario Antonio^Perez , al quale fu interdetto il carico per le occasioni che sono note (''3). La bontà e integrità di don Giovanni lo fa amar e stimare dalla M. S., la qual non usa però di trattar con lui d’altri negozj che quelli eh’ essa gli propone., ed egli, per natura modesto e ritirato, non preterisce punto ; ma non essendo molto esercitalo in quel officio, dura più fatica di quel che comporta la sua deboi complessione , dal che procede una lunghezza insopportabile nelle espedizioni sue. La mercede ch’egli in pochi anni di servizio ha avuto dal re fa credere che gli sia in (1) Ferdinando, che fu poi granduca. (2) Godette il Quiroga da principio maggior riputazione, come abbiamo precedentemente veduto. (3) Vcggasi nella p.i eteden(e relazione la nota a p. 327.