427 Vostre Eccellentissime. E però, questa opinione pare a quei Signori ed a me, minimo servitor suo, che sia utile, necessaria e opportuna. Nè si deve stimare 1’ autorità di quegli altri Signori che le contradissero, e giudicano che di necessità debba succeder la guerra; perchè nel giudizio dei successi delle cose dei principi, si può dire che avvenga quello che occorre nel giudizio degli astrologi sulle cose del mondo; i quali, avendo cognizione di alcune poche stelle, pronosticano effetti corrispondenti all’ influsso di quelle; e perchè non hanno cognizione della maggior parte di esse, non discorrono gl’ influssi delle non conosciute: e il più delle volte, gli effetti da loro pronosticati non succedono. Similmente nelle volontà dei principi, molti savi considerano gli accidenti che occorrono di presente; come in questi del papa, del Re Cattolico e Cristianissimo, si hanno davanti agli occhi le parole del pontefice, che paiono disperate di pace; le utilità della guerra per quei re; perchè il Re Cattolico è già fatto padrone d’ una parte dello Stato della Chiesa, e il Cristianissimo, per quello che si vede, spera di farsi padrone dell’ altra, pigliando in protezione e acquistandosi ragioni in essa, col danaro che sborserà per la difesa; e pronosticheranno per certissima la guerra. E perchè non vogliono attendere ai molli altri accidenti che possono con miglior ragione accadere; come, che la durezza del papa di voler pace, si potrebbe facilmente convertir nell’ opposto, ossia nella facilità e prontezza di abbracciarla; perchè, essendo buono e savio, com’ io lo reputo, conviene di necessità che prevegga di non poter fare altrimenti; e similmente le pretese utilità dei re si potrebbero scoprir disoneste e impossibili, come di quelli che, collo stato d’altri, cercano di farsi grandi: alla fine resteranno ingannali del loro pronostico, come gli astrologi delle operazioni e degli influssi celesti. Però non si deve attendere, il ripeto, all’autorità di quelli che sentono diversamente dalla opinione prò-