348 nelle molte offerte che la mi fece per questo inclito Stato, io le richiesi il vescovato tli Vicenza, che vacava, ed anco di Veglia, come allora scrissi; sì che esso vescovato di Vicenza fu dato al Reverendo frate Agostino Rragadino. Che se dalle EE. VV. io fossi stato illuminato in tempo, lo avrebbe anco avuto senza lo accesso; perchè, al creder mio, dal parlare,che me ne fece l’ambasciatore d’Urbino, se io gli avessi fatto intendere che la intenzione di questo Stato fosse stata, che il Cardinale suo non si fusse ingerito, credo che col mezzo del signor Duca, nel principio se ne avreb-bono astenuti, sebbene alla fine furono sì renitenti. Ebbi poi, alla venuta delli clarissimi ambasciatori, l’ordine circa il patriarcato d’Aquileia, per la renunzia del Reverendissimo Daniel Rarbaro (1); clic mi successe (sebbene con molti mesi di molta fatica ) di quella sorte che ha saputo desiderare la Serenità Vostra; che non è stato poco, massimamente per la grazia ottenuta da Sua Santità di tutta la spesa, che non vi andava meno di quattordicimila scudi ; che sebbene gli ufficiali se ne vennero poi ad esclamar seco, per avermela promessa, me la volle mantenere. E perchè sempre in simile caso non si potrebbe forse ottenerla, mia opinione sarebbe stata di farla ridurre al vero valore, perchè questa tassa è antica, dal tempo che il Patriarca era padrone di tutto il Friuli e dell’Istria; e lo avrei fatto comodamente con questa grazia della Santità Sua. Ne diedi avviso più d’ una fiata; ma non è parso bene alle EE. VV., ed io (1) Queste parole « per la rinunzia » possono facilmente condurre in ambiguità ; non trattandosi di rinunzia al patriarcato, ma si alla carriera ci-vile della Repubblica. Giacché Daniele Barbaro. appunto Terso la fine dell'anno 1550, lasciò cotesta carriera per entrare nell’ecclesiastica, e fu nominato coadiutore di GioTanni Grimani al patriarcato d’Aquileja; e a questo scopo debbono arer mirato gli uflìcii del Dandolo a Roma. — Il Barbaro poi fu senatore prestantissimo, ed uno degli uomini più dotti de’tempi suoi. Vedi la sua lodata relazione dell'Inghilterra (Relazioni degli Ambasciatori Veneti, Voi. IV, pag. 875-S73), e il Frammento della sua Storia di Venezia (1513-1515). attribuito al Borghi, e stampato nel Voi. VII. P. II dell'or-chivio Storico Italiano.