aG8 cose in considerazione della persona sua, parendomi ancora che la grandezza e dignilà del paese, ed il commercio che ha questa repubblica seco, richieda che se ne faccia menzione. La farò dunque quanto più brevemente potrò, trattando in prima del regno e dei popoli del viceregno di Napoli , poi del governo, e successivamente delle spese, delle offese e difese di quel viceré, per poter poi senz’essere impedito da altro entrare a parlare della persona, e pensieri del serenissimo signor don Giovanni, principale oggetto e dell'ambascie-ria , e della mia relazione, e unitamente dell’armata che sua altezza comanda con alcune considerazioni die ho giudicate degne di questo uditorio; e spero che questo mio discorso, se non sarà vago e dilettevole , sarà almeno giovevole ed ulile, e se non al tempo presente almeno a quello che successivamente possono apportar gli anni. Il regno di Napoli per la grandezza, per il numeroso popolo e antichi là sua, per la nobiltà e per la fertilità che ha di tutto quello che è necessario all’uso umano, è uno delli più belli stati che oggidì abbia l’Italia e forse l’Europa tutta. Considerandolo tutto insieme, gira mille quattrocento sessanta miglia e più, ed è quattrocento cinquanta di lunghezza misurandolo dal fiume Tronto fino al capo Spartivento. Questo regno è circondato dai mari Tirreno, Jonio ed Adriatico, e solo parte di tramontana e ponente confina collo slato della Chiesa. È diviso oggi in dodici provinc.ie, cioè Terra di Lavoro, contado di Molise, Abruzzo dira, A-bruzzo ultra, Principato citra, Principato ultra, Capitanata, Basilicata, Terra di Bari, Terra d Otranto, Calabria citra e Calabria ultra. Vi sono ancora alcune iso-