198 RELAZIONE DI FRANCIA uno scudo senza pegno fuori del regno. Onde si può benissimo comprendere , che niuna cosa è più disconvenevole nè più dannosa ad un principe grande, che il mancar di parola. Si può anco conoscere chiaramente che tra il principe ed il particolare vi concorrono certi rispetti, i quali vogliono che proporzionatamente uno abbia riguardo all’ altro ; perchè ben spesso nascono delle occasioni che non meno bisogno ha il principe del particolare, eh’ esso abbia di lui per 1’ ordinario. Privo il re di questi mezzi, con i quali i principi sogliono accomodarsi nei loro bisogni, conviene stare con le semplici sue entrate, le quali se potesse riscuotere, ascenderebbero a sei milioni d’ oro, se fossero tutte libere. Fanno conto che gli ordinari del regno importino quattro milioni e ottocentomila ducati ; le quattro decime, che son poste tra le partite casuali, seicentomila; di vendita d’oflìzi, ed altre cose di simil natura, sino alla somma soprascritta, della quale ne possono essere obbligati un milione e dugenlomila scudi. Sola la cillà di Parigi ne ha in tenuta per più di ottocentomila. Questa entrata è ancora, per la grazia di Dio, malissimo amministrata ; nè si può dire che 1’ erario pubblico dipenda dal volere d’ un solo, ma piuttòsto che sia come una borsa aperta, nella quale molti mettono la mano ; e chi 1' ha più grande, può cavarne maggior somma. Per questa causa è molto difficile voler parlare delle spese straordinarie ovvero ordinarie di quella corona, perchè le prime seguono le voglie di molti, e 1’ altre sono in tanta confusione, che quasi impossibil sarebbe ritrovarne il vero. Non basta essere sul ruolo degli stipendiati o pensionarii, ma su quello de’ pagati. Chi è pagato di tutto, chi di parte ; e a quelli che hanno manco favore, ben spesso non vien dato niente. Però, lasciando da parte ogni altro particolare che potesse essere considerato in questo proposito, dirò solo, che la gente d’arme è ridotta in quattromila lancie, come quasi per l’ordinario in tempo di pace. Ha seimila arcieri, che son cavalli leggieri, perchè ogni lancia tira con sè un arciere e mezzo sotto il medesimo capitano ; come sarebbe , una compagnia di cinquanta lancie comprende, anco senza specificare altro, seltan-