342 RELAZIONE 1)1 POLONIA scutc re nel principio del suo regno andò a Revelia in Livo-nia per abboccarsi col padre, eh’ ei dovesse fin d’ allora passare nel regno paterno. Ma essendo il re savio e prudente, non si risolverà così facilmente a passare il mare, perchè poi gli potrebbe avvenire che in un istesso tempo restasse privo d’ ambidue i regni, essendo che il cancelliero con la sua fazione , e con la maggior parte del regno, mossa dalla sua autorità , che resteria sola senza sufficiente contrappeso, deveniria a nuova elezione, e procureria con ogni spirito di farla cader nella sua stessa persona , per la sua molta autorità, per lo suo valore, e per esser capo e generale di tutta la milizia del regno , il qual carico è annesso al gran cancellierato. Dal-l’altra parte potrebbe anco facilmente il re restare escluso dal regno di Svezia pes la non molta buona volontà ch’ètra lui c suo padre, essendo egli cattolico e quello eretico, e per la potenza dello zio ; onde non è da credere che si debba partire. E ben vero che come gli fusse dato l’aver di questo suo matrimonio figliuoli maschi, non correndo pericolo di perdere il regno di Polonia per la sua lontananza, perchè nell’ elezione del nuovo re non si suole far torto mai alla prole del re morto, potrebbe allora facilmente determinare di passarsene nel regno paterno a pigliarne il possesso per unir- lo poi nella sua discendenza col regno di Polonia , il che sarebbe causa di grand’ accrescimento di forze e di reputazione di quel amplissimo regno (1). Per questa ragione hanno i consultori del re procuralo per ogni via possibile di concluder il maritaggio, per ¡stabilir maggiormente le cose del regno, per aggrandir la sua potenza e conservarlo in quiete, essendo cosa facilissima che negli interregni possa fra di loro nascer qualche guerra civile , e per provveder anco quanto alla successione che pretende il re d’aver nel regno di Svezia, la qual saria in tutto frustratoria e vana quando non potesse andar a prenderne il (1) Alla morte di Giovanni III, accaduta nel novembre di questo stesso anno 1592, Sigismondo si recò effettivamente in Svezia; ma le differenze religiose e l’ambizione dello zio lo involsero in mille difficoltà, che lo determinarono a partirsene al più presto, e gli fecero finalmente, nel 1604, perdere quella corona, che fu cinta dal duca di Sudermania.