AVVERTIMENTO Daniele Barbarigo, «la Costantinopoli, ore sedca bailo dopo la dipartita dpi Dandolo e del Donini, fornita la sua missione, recavasi al reggimento di Canitia nel 15Gi, ed ivi compilava la relazione che l’anno dopo fu letta in Senato, e che trovasi nel II volume di questa serie, a pag. 1 e seguenti. Alvise Bonrizzo, segretario di lui nel bailaggio, avea presentato egli pure, il li gennaio 15G5, nell’assenza del Barbarigo, una breve relazione stampata nel volume stesso dopo quella del bailo. A surrogare il Barbarigo erasi frattanto nominato ( 6 febbraio 1561-) Vittore Bragadin ; a cui succedette, per nomina de’2 di giugno 1565 , Jacopo Soranzo. Morto nel 66 Solimano e assunto al trono Selim li, il Senato, addi 21 ottobre dello stesso anno, eleggeva Marino Cavalli oratore al nuovo sultano, per la ratifica dei trattati già sussistenti fra Venezia e la Porta. Più del consueto si trattenne il Cavalli nella capitale ottomana ; e ormai disponevasi a partire col Soranzo, il cui successore, Marcantonio Barbaro creato bailo li 2 maggio del 68, era arrivato. Sennonché gravissimo inconveniente insorse ; pretendendosi dal gran vezir che certi mercatanti turchi andassero creditori da alcuni ebrei di Venezia di cenlodieciiuila zecchini, e che il bailo e l’oratore non solo avessero a riconoscere il vantato credilo, ma dovesser perfino anteciparne l’intero pagamento, del quale esborsò avrebber pensalo a farsi risarcire a Venezia. Il Soranzo e il Cavalli ricusarono di versare la somma, onde avvenne che fu loro impedito di mettersi in viaggio per far ritorno a Venezia. Nel frattempo il Senato, eccitato dai loro dispacci e da altri che giunsero dal bailo Barbaro, aveva già disposta la partenza di Girolamo Zane (eletto li 21 settembre 1567 ) appositamente inviato alla Porta; ma lo scabro affare venne amichevolmente appianalo, ed ambidue lasciarono Costantinopoli. Reduci a Venezia, il Cavalli fu incolpato di poca fermezza nel combattere le strane pretese del gran vezir ; subì processo, e ne usci innocente. Marcantonio Barbaro sostenne la dignità di bailo in un’epoca sciagurata. Egli ragguagliava, fin dal cadere del G8, il Senato de’ movimenti turcheschi, ne’quali altro scopo essere non poteva all’infuori dell’acquisto del reame di Cipro. Scoppiata nel 69 la guerra, dopo che la Repubblica dichiarò all’inviato del padiscià che quella vagheggiata isola ei non avrebbe che per forza d’armi, fu vielato al Barbaro di partire; e rimasevi ostaggio quanto durò la guerra, finita con la perdita di Cipro, la cui miglior cittadella , Famagosta, cadde ultima in potere de’Turchi a’5 d’agosto del 71. Al Barbaro non fu data facoltà di assentarsi che nel 73, già incamminate dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) le trattative della pace, ratificata poi dall’ambasciatore straordinario Andrea Badoer mandato a quest’ uopo, per senatocon-