74 RELAZIONE di marco minio nità. Ma questo arsenal non è serrato, se non parte, di muro, ed il resto di legname, per modo che facilmente si può vedere tutto quello che si opera dentro A Gallipoli è principiato eliarn un arsenal, e sono fatti volti otto, e continua-mente vanno lavorando, sicché è da credere che in breve tempo questo Signore fabbricherà , sì a Costantinopoli come a Gallipoli, tanti volti che saranno sufficienti da alloggiar e conservar tutta la sua armata. Ed ogni volta che Sua Eccel-lenzia voglia far armata, con poca sua spesa quella fa metter in ordine ; perchè tutto il paese è obbligato a darli per ogni dieci uomini un uomo pagato per mesi quattro, da essere posto sopra detta armata ; le stoppe ed altre simil cose che vanno nel concier (1) di quella, tutte etiam li sono mandate per angarie, e similmente il biscotto per detta armata, il quale è in grandissima quantità. Sicché chiaramente si comprende la potenzia di questo Signore per la grande entrata che lui ha, per il gran dominio dal qual sempre può trarre innumerabil esercito, e per la obbedienzia inestimabile. Questo Signore, Serenissimo Principe, vien tenuto esser perfetto turco, ed avere la sua legge in grande osservanzia, inimico sì de’ cristiani come degli ebrei, li quali nel suo paese non sono trattali al modo che erano nel tempo di sultán Selim suo padre ; sicché tutti questi di lui grandemente si lamentano ; ed ora si vede lui essere di contraria qualità di quello fu giudicato quando ei sento (2) Signor. Vero è che persona che studia, ma per questo non resta da tutte le altre operazioni, se li conviene ; non è uomo si lasci governar come fu detto, ma più presto ostinato nelle sue opinioni. Non credo sarà persona pacifica, ma più presto bellicosissima ; e questa espedizione per lui fatta, di Belgrado (3), l’ha posto in speranza di poter ottener ogni grande (1J Arredamento. (2) Vedi la nota 1 pag. 73. (3) Belgrado cadde in potere di Solimano li 29 agosto 1521, dopo lungo assedio e valorosa resistenza da parte degli ungheri. Il sultano vi lasciò una guarnigione di 3000 gianizzeri, e trasferì i bulgari, che vi abitavano, a Costantinopoli, dove un borgo porta tuttivia il nome della conquistata fortezza.