DELLA GUERRA DI CIPRO LIB.II. 255' Nani, perfona valorofa, & molto efperta delle cofe ma- 1571 ritime, & adoperandovi fi con gran valore il Conte Silvio da Porcia; riprefero i foldati, & le ciurme nuovo ardire , in modo che cofi valorofamente foflennero l’affalto, Sua che non pur falvarono quella galea , ma n’acquiftarono una delle nemiche , fopra della quale era Cauralì capi-tano di molta riputatione, che rimafe lor prigione . Ma la galea di Marino Contarini, accodataci fin nel principio di quedo conflitto alla capitana del Barbarigo , per predarle foccorfo , rimafe efpoda a maggior danno , & pericolo ; peroche havendo il Contarino corfa T idelfa infelice forte co 1 Proveditore, eh’era fuo zio, dopo la morte di lui, la fua galea lungamente combattuta, benche ottimamente difefa , eifendo nel lungo conflitto rimafta fpogliata della maggior parte delle genti, corfe grandiifi-mo rifehio di perderfi - Ma iratanto eifendo il Proveditor p ^ Canale fopragiunto, il quale adoperando il corpo, & f Proveditor ingegno, & facendo infieme ufficio di capitano, di mari- Canalt• naro , & di foldato , trafeorreva hor qua, hor là con gran-diffimo danno de’nemici ; cominciarono i Turchi manife-ftamente a cedere, & maffime quando dall’ artigliarle del Canale videro mandata al fondo la capitana di Siloco, il quale fu prefo nell’ acqua, & condotto fopra la galea tano del fi-di Giovanni Contalini, che in quella fattione s era ado-perato con molto ardire, & con molta laude. Ma ritro-vandofi Siloco già per le molte ferite femimorto , il Contarini , veggendo non potere far maggiore la fua gloria con la vita più lunga di sì honorato prigione , gli fece EfaUomo. tagliare la teda. Sopragiunfe nel medefìmo luogo il Pro- rirt-veditore Quirini , il quale cacciata { come fi diffe) una fquadra di galee nemiche, s’era volto contra 1’altre, che mantenevano ancora in quefta parte la battaglia , & po-ftele in fuga feguitò con molto ardore la fortuna vincitrice . Onde eifendo già tutti gli ordini difturbati, & molte delle loro galee rracaifate , i Turchi, non havendo più ’{¡TtutIZ. di vittoria alcuna fperanza, & poca di falute, quà, & là fpar-