440 RELAZIONE DI FRANCIA vive, da poter essere rinnovate ad ogni arbitrio loro. Si aggiunge di più la infamia , che par a tutto il regno che abbia lasciato il re Enrico con la pace, e col danno, che importa più, della restituzione di un tanto paese (1); che non è dubbio che fino da questo giorno non siano d’ acutissimo stimolo negli animi di ciascuno, di desiderar nuova rottura. La qual però tanto s’andrà prolungando , quanto tarderà il regno ad esser sollevato, e la persona del re ad esser in età da poter deliberare da sè. Ma non potendosi di questo parlar altramente che per discorsi e congetture, il tempo e la varietà delli accidenti che possono occorrere, atti da un’ora all’altra a far mutar la faccia al mondo , saranno giudicati dall’evento. Col regno d’Inghilterra estrinsecamente continua la pace conclusa con lo intervento delli ministri del re di Spagna : ina intrinsecamente chi guarda agli animi degli uni e degli altri, essendo questi due regni per natura nemici, non crederò mai che possa esser tra loro buona intelligenza, come, per dir il vero, ella non vi è nè sarà mai. Perchè agl’ Inglesi è grandemente a cuore la ricuperazione di Ca-lais , perduto in questa guerra , e a’ Francesi la vendetta delle offese ricevute dalli Inglesi nel regno di Scozia, ohe causarono poco manco che 1’ alienazione di quel regno, insieme con uno accordo che fu d’ una tanta vergogna alla corona di Francia, che il re di felice memoria non lo volse confirmare. Ma non essendo per adesso nè Francesi, nè Inglesi in termine di entrare in guerra aperta, vanno per necessità scorrendo, e godendo il beneficio del tempo ; e tanto più gl’ Inglesi, quanto che al presente, per la separazion del matrimonio della regina di Scozia e conseguentemente per l’intera annullazione de’ titoli e delle azioni, che per rispetto della moglie pretendeva il re morto sopra quel regno , non hanno più da temer , come prima , d’ un’ aperta (1) Intendi; del Piemonte riceduto nella pace di Castel Cambrese.