38 DELL' HISTORIA 1570 fava all’hora in gran parte il pefo di quel governo , piii apertamente, ifcufandolì, adduceva, non elfer pari la con-ditionedegli altri Prencipi con quella del Rè fuo figliuo- lo ; però che con quelli fi trattava di continuare nella guerra contra un loro nemico; & al regno di Francia fi proponeva di rompere 1' amicitia con un Prencipe poten-tilfimo fuo antico amico; però havere la cofa apprelfo di fe bifogno di molta confideratione, & di più maturo con-figlio. Ma verfo la República ufa vano il Rè, & la Re-§*na Par°le piene di grandiffimo alfetto ; talché oltre 1’ of-feue aiia ferte fatte all’ Ambaiciatore Vinetiano refidente alla cor-i\fpubhea. te Francia , & oltra molti ufficii fatti fare dal fuo , che dimorava in Vinetia, mandò il Rè un fuo gentiluomo a polla ad offerirfi alla Signoria di quel più , che al regno di Francia perturbato da sì gravi accidenti permetteva la conditione de’ prefenti tempi ; cioè d’interporre la fua auttorità per divertire quella guerra, & accommoda' re le cofe loro con l’Imperatore de’Turchi, valendofi di quella amicitia, che egli non haveva però mai fatta, ma ben ritrovandola dal Rè Francefco fuo avo principiata , &daHenrico fuo padre Habilita , procurava egli di con-fervare ; & hora gli parrebbe di traggerne buon frutto, fe non acett- con qualche profitto ufarla poteife a fervitio de’Vinetiani t‘^aptrod‘> fuoi antichi, & grandi amici. Ma tali ufficii, come erano per fe fteffi cari ; cofi non pareva, che ’1 tempo, nè 1' occafione permettelfe di valerfene , elfendo le provifioni della guerra dall’ una , & 1’ altra parte già troppo innanzi palíate, nè illimandofi fano configlio per una incertiffi-ma fperanza d’ accordo intepidire non pure gli altri Prencipi , ma fe medefimi ancora, elfendo già tutti accefi alla guerra, & a difendere con l’armi gli fuoi flati. trai'ZfJ- Ma ne’ Principi Italiani appariva una buona difpofitio-cUnatialla ne d’animo verfo la lega ; peroche il Duca d’Urbino vLdVr. prontamente offeriva, & lo flato, & la perfona; & il fi-Hno. migliante faceva il Duca di Savoja , ma con maggiore d*saieja. ^ene^c-0 per jQ commodo d’alcune fue galee, delle quali poteva molto opportunamente fervire, come poi fece, i con-