300 RELAZIONE DI NAPOLI negozio ; nel quale mi sarà permesso di narrar alcune particolarità , poiché questa scrittura non è fatta perchè abbia a passar in luogo dove possa abbreviare il tempo alle trattazioni pubbliche, ma è stata tessuta per attestazione di riverenza , c perché sia riservala agli ozj particolari dell’E. V. per ricrear il suo animo, c per favorir la mia servitù. Per maggior facilità mia adunque nell’ esplicar il sopra-detto concetto , e per maggiore impressione ancora dell’ E. V., che l’ha da intendere, se ben può essere stata instrutta di molto cose nella sua legazione di Roma (1), parlerò prima della grandezza, fertilità, città, terre e castella del regno di Napoli ; delle chiese di cui Sua Maestà ha la denominazione e di quelle che sono alla collazione del pontefice ; della città di Benevento e come il re la posseda; delle rendite delle chiese od abbadie; della città di Napoli, quantità di gente , entrata , spesa , debiti, fortezze, chiese e palazzi; di due arcivéscovi di quella ; della gran licenza de’prelati, e della obbedienza de’mi-nistri regj alla sede apostolica per rispetto dell’ exequatur ; che cosa questo sia e quando e da chi introdotto ed abusato ; dei seggi e nobiltà; delle condizioni de’nobili, de’popolari e plebei, e della mala intelligenza tra loro ; dei viceré, autorità loro, o ricchezze che portano alla partenza ; delle condizioni de’ signori conti di Miranda e d’Olivares ; del governo civile, criminale e di stato, e dei sette ufficj del regno ; delle investiture de’ pontefici, e corno il papa è padrone del diretto e il re di Spagna dell’utile dominio; perchè gli Spagnuoli per ragion di forza non abbiano paura de’papi nò dei re di Francia o separati o uniti, ma ben collegati con altri principi ; quanto sia temuta la rivolta de’ titolati, baroni c popolo napoletano, o come sian disuniti tra loro per la creazione di titolati genovesi ; dell’ acquisto di ricchezze che fa questa nazione, e dell’insolenza della spagnuola; dell’affezione della napoletana verso don Giovanni d’Austria, che fu causa della sua partenza, e di donna Giovanna sua figliuola ; delle forze da guerra terrestri e marittime per offesa e difesa ; dell’ entrate e speso, e (1) Marino Grìmani fu uno degli ambasciatori straordinarj mandali dal senato vendo nel +592 a congratularsi con Clemente Vili della sua assunzione al pontificalo.