!75 taceva intendere di aver deliberato di voler morire per la difesa sua; ma che è necessario che sia aiutato; e come ha fatto intendere a questi signori e signori oratori, mi pregava ch’io vqlessi far quel ufficio con la serenità vostra , del quale 1' altra volta mi fece istanza, come io per le mie dei i4 ne scrissi a quella. Io ancora, sotEodettere di credenza, non ho mancato pel detto nunzio di confermare sua signoria alla gagliarda difesa, e dimostrargli che non si può fidare del pontefice con molte ragioni, e principalmente riducendogli a memoria la morte del padre 1 e la prigionia del fratello. % rendendola certissima che non gli sarà mancato di ajuto, massime da questi signori, promettendogli di far con loro ottimo ufficio come ho fatto veramente, e che io replicherei alla serenità vostra , la quale 1’ aveva in luogo di figlio, e stimava le cose sue come proprie. Jersera dipoi finita la pratica di questi signori ritornò a me, e dissemi che 1’ oratore francese e il ferrarese gli avevano risposto, l’uno che non si trovava in comodo di denari da soccorrerlo, ma che bene scriveva al signor Renzo che operasse di maniera che gl'inimici non potessero partirsi dal regno; l’altro che scriverebbe ai signor duca suo diligentemente, ma che conosceva che era bisogno di altre forze che di sua eccellenza. Che questi signori gli avevano dato due mila fanti, in modo che tutta la speranza del signor Malatesta suo padrone si posa nelli soccorsi di questi signori e della serenità vostra. i Gioan Paolo Baglioui, non è ben noto per quale cagione, fatto decapitare da Leon X, il dì : i giugno del i5ai, in Roma, dove il pontefice con istu-diati artifizj 1’ aveva indotto a portarsi. 1 Orazio, fatto arrestare in Perugia da Clemente VII nei primordj del suo pontificato , e condurre a Roma in Castel Sant’Angelo, ove fu tenuto finché parve al pontefice più utile F" adoperarlo che lo spegnerlo.