443 la città e sopra il quale era un ponte, ed avendolo nel fuggire li cittadini disfatto, acciocché li nemici noi potessero passare e servirsi di esso, il generale fece rifarlo ¡11 un giorno con lunghi e grossi alberi che ivi erano poco lontani dalla città , sopra il quale poi passò con tutto T e-sercito tre giorni da che ivi irrivò, e fece piantar li padiglioni all’ altra parte di detto fiume verso Sirvan. E volendosi poi partir di là, in guardia di detta città lasciò un bei, il quale allora fece pascià, nominato Mehemet, con diecimila persone tra cavalli e pedoni, trecento giannizzeri e trentasei pezzi d'atiglieria , munizioni, denari e vettovaglie per un anno, e lo costituì padrone di tutto quel paese Giorgiano fino al paese di Mamuchiar. Fatto questo, volle partire per andare nel Sirvan; ma perchè gli conveniva passar dal paese d’ un re, dal quale si dubitava non gli fosse impedita la via, si pensò di mandargli un sangiacco, come fece, nominato Chaitas, per ambasciatore, onde esortarlo che si dovesse render, come avevano fatto li altri, promettendogli di lasciarlo nel suo paese nel modo che era re, ma voleva solo che tutti li suoi popoli gli pagassero uno zecchino per famiglia, e lo riconoscessero per signore, promettendogli che di nulla di male dubitasse. Partito detto ambasciatore, subito anche il generale con tutto l'esercito si avviò dietro a lui , ed in capo a tre giorni arrivò sopra un fiume chiamato Capri ,e lece ivi piantar li padiglioni per starli tutto quel giorno, e subito smontato ebbe nuova che il suddetto ambasciatore ritornava con quel re, il quale veniva con ricchi presenti a stringer pace. La quale fra di loro stabilita, il giorno dopo si partì il detto generale con l’esercito e col detto re, ragionando sempre per viaggio tra loro per andar nel Sirvan: ed essendosi approssimati circa quattro