4iG Messer Marc’Antonio Bouvisi, nipote di messer Cristoforo Bruti, è giovano che ha fatto un’ottima riuscita nella professione delle lingue. Parla benissimo turco; la lingua schiava e l’italiana si può dire che siano tutte due sue naturali: la greca anco l’ha fatta sua famigliare, e tutte queste lingue le legge e scrive bene. Ma quel che importa ha bellissima maniera, modestia e destrezza gratile nel trattare; in conclusione ha tutte quelle parti, che si possono desiderare in un buon dragomanno. Può avere ora v enti in ventidue anni ; ma ormai ha prudenza, e pratica de’negozj della serenità vostra a quella Porta, come se avesse qua ra ut’anni ; e questo perchè è paziente alla fatica, e sta quasi sempre in casa trattenendosi a studiare. Onde io confesso, che mi ha servito più nelle spesse occasioni de’ciaussi ed altri Turchi che vengono a casa a molestar li baili per negozj e per portar nuove importanti, che niun altro dragomanno: e però ha acquistata molta pratica. Non ha beni di sorte alcuna, e però ha riposta tutta la speranza di ogni suo bene nel servizio della serenità vostra , avendo anco casa sua in Capo d’Istria, talché e come da suddito suo, e come da soggetto atto e desideroso di servirla , io spero cerio , che questa serenissima repubblica riceverà un ottimo e singolare servizio; non parlo del servizio che io ho ricevuto da lui dragomanno solo in questo viaggio, che se Dio non mi favoriva della persona sua, certo che io la facevo molto male, e per questo capo certo io gli ho da aver molto obbligo: ma maggior obbligo però ho alla serenità vostra, e all’eccel-leuze vostre di dir sempre la verità liberamente, come veramente ho detto di questo soggetto, il quale ora serve con provvisione dei soli miseri cinquanta ducati all’anno, che a dire il vero non gli pagano le berrette e le scarpe.