164 l’ultima e più secreta di quel serraglio; dove innanzi al Gran-Signore parla di quello che appartiene al suo carico. Dopo il quale entrano i defterdari, e poi i cadileschieri, e finalmente tutti li pascià in maniera però, che soli si trovano innanzi al Gran Signore, perchè ognuno esce e dà luogo ai maggiori. In questo luogo espone il pascià quello che giudica più importante, non dicendo parola alcuno degli altri pascià, se non è dimandato, il che vien detto esser assai poche volte, ma quelle poche ancora ognuno si guarda a parlare contro l'opinione di Mehemet, che quantunque sia in loro l’odio grande contra di lui, ed estremo il desiderio dell’ abbassarlo, procedono nondimeno con timore , non che rispetto, per non offenderlo apertamente; perchè grande essendo 1’ autorità che ha col Gran-Signore, e non paragonabile con quella degli altri,potria, offeso da loro, aver largo campo di rovinargli. Però in questo luogo crederono li passati, e crede questo Gran-Signore non aver mai il parere delli pascià, se non limitato da quello del primo pascià. Da ciò avvenne P usanza del divan a cavallo, cioè consiglio che prende il Gran-Signore da’suoi pascià cavalcando ; perchè volendo il parere più sicuro e sincero in qualche cosa importante, cavalca a qualche moschea, e in quel viaggio chiamando quando l’uno, quando l’altro pascià, va udendo il parere con più sicurezza d’intendere il vero. Ma questo ancora è corretto, e spesse fiate non consegue l’intento ; perchè se da sè stesso si muove il Gran-Signore a volere il divan a cavallo, già li’è avvisalo il primo pascià da quelli di dentro, i quali servendo, da qualche parola traggono il più delle volte qualche cosa; onde sapendo egli per questa via quello che abbia a trattare il Gran-Signore, trova destramente modi d’intendere dove inclina col suo parere; il che saputo da-