373 roba ai loro figli oli, è cosa che concita odio e sdegno fra li sudditi di quella maestà. La estrema sua avarizia poi e tenacità dà materia di parlare molto liberamente contro di lui per ogni taverna e ridotto di quell’impero. Il vedere che si vendono tutti li officii e carichi e anco le supreme dignità di pascià e capo del mare a chi offerisce più; il non voler pagare la milizia portando il tempo avanti e pagandola poi con cattiva valuta ; il crescer le vecchie gravezze e introdurne ogni giorno di nuove ; il tuor la roba delli particolari per servizio del proprio serraglio, e non la voler pagare, sono tutte cose da levar l’obbedienza e metter in estremo odio un principe appresso tutti li suoi sudditi. Onde nasce , che il Gran-Signore non si fida del principe suo figliolo, e ognuno minaccia tumulti e sollevazioni , siccome più d’ una volta si è temuto in questi mesi che sono stato a quella Porta, per le pubbliche minaccie, che erano fatte dalli giannizzeri e spai, dicendo non poter più sopportare che il principe sia tanto sitibondo dell’ oro , che non pensando ad altro che all’accumulare permetta ogni maggiore sceleratezza e sopporti ogni maggior disordine in quell’imperio. Da questi pubblici ragionamenti nasce nell’ universale un disprezzo e poca stima della persona del Gran-Signore, stimandolo un Sardanapalo allevato nelli serragli fra buffoni, nani e muti, poco curando l’uscir in persona alle imprese militari, come hanno usato li suoi antecessori ; li quali con il loro proprio valore uscendo in campagna colli loro eserciti, con l’esempio di sè stessi facevano a gara a sottometter regni e provincie, e acquistar tanta gloria e tanta reputazione, che certo è cosa da stupire e che non si trova esser successa in alcuna altra serie