178 credere dal Gran Signore e dal pascià esser la serenità vostra debole e di forze e di cuore, può ricever non solo da lei grande aiuto, onde si possa far creder in gran parte il contrario, ma principalmente dagli ullìcj del bailo ; perchè occorrendo negoziare, o per ricercar giustizia 0 per ribatter alcuna ingiustizia, può esso in maniera portarsi, che nel parlar risoluto, accompagnato dai moti della faccia , vegga ed oda il pascià il vigore dell’ animo di questo stato ; cbe se il bailo è abietto e vile, oltra l’avantaggio che si perde in quel negozio particolare, s’acquista e per questa cosa e per quella un disprezzo, onde ogni giorno vengono moltiplicati i garburgli, con difficultà maggiore di accomodarli; e quello che importa più,si vàgenerando la credenza in quella gente superba ed ignorante della debolezza delle nostre forze, interpretando quella che noi chiamiamo destrezza per impotenza e viltà. Mentre che è piaciuto alla serenità vostra tenermi in quel luogo, ricevendo io li negozj, cbe mi sono occorsi, non come cose più principali, ma come mezzi per poter meglio condurmi a quel fine pel quale più facilmente si potesse conservare la pace, non ho usata bravura, non ho minacciata la guerra, non ho mostrato sprezzare il pascià (cbe sono cose, che appena i pazzi le fanno); ma ben fuggendo la viltà e la bassezza dell’animo, bo procurato, secondo la natura di quel governo, procedere con temperamento di sorte, che, conservandomi la grazia del pascià, abbia questi potuto conoscere quel vigore d’animo in questo dominio, che si conviene, insieme cou quel rispetto che si deve alla grandezza di quell’ imperio. Ila sentito esser stata biasimata alcuna volta questa parola vivezza; ma questo è come biasimare il sale nelle vivande, anzi quel calore per le quali sono vive tutte le cose. Biasimisi