8o aver tempo di poter nè anco pensare a’miei particolari negozii, mi partii alli 11 di detto mese, nè arrivai prima a Ragusi che alli 26 , ove essendosi ammalato Mateca , mandai dal magnifico sangiacco di Cherzegovina, figliuolo dii magnifico Meemet pascià, che si trovava tre giornate lontano da Ragusi, a dimandar uomo che mi conducesse sicuramente, prima alla sua nobil presenza, per salutarlo a nome di vostra sublimità , poi mi guidasse alla eccelsa Torta, dove ero mandalo per negozii di qualche importanza. Mi mandò subilo delto magnifico sangiacco un suo vaivoda, col quale immediate mi misi in cammino, e fu il primo di aprile, lasciando Maleca a Ragusi gravemente ammalato. Ebbi da questo magnifico sangiacco grata accoglienza, e presentatolo e salutatolo per nome di vostra serenità, e fattolo cerio del buon animo, ch’ella teneva verso la persona sua, e per la fama cbe si andava spargendo del suo onoratissimo nome, e per esser figliuolo del magnifico Meemet pascià, dalla serenità grandemente stimato; egli mostrò, che gli fusse stato gratissimo e il presente e 1’ uflìcio mio; e meco entrò in lunghi ragionamenti e discorsi di pace, còme aveva fatto poco innanzi separatamente. 11 suo chiaiagà , uomo vecchio, e che per la molta sua prudenza, guida e governa tutto quel sangiaccato, entrò in molti ragionamenti , alli quali andai rispondendo in quella maniera, che giudicai convenirsi al tempo e al-1’ occasione, e cbe fusse per apportar maggior giovamento e servizio alli pensieri di vostra serenità , tanto per farlo desistere o intepidire da quelle imprese che avesse potuto per allora disegnare contra li luoghi della serenilà vostra vicini al suo sangiaccato , come anco per assicurarmi, quanto potessi più, d’ogni disturbo e impedimento, che