in particolare quella (lei giannizzeri, quali si possono chiamare il fiore e nervo de’suoi eserciti. Come dunque si mantengano e come passino a maggior grado, non sarà inutil cosa 1’averne notizia, ad esempio di chi, potendo, istituisse ne’suoi stati uomini di tal valore, partoriti non da altro che dalla obbedienza ed esercizio, mezzi per i quali da varie nazioni si è pervenuto all’acquisto di grandi e poderosi ^egni. Manda il Turco a pigliare, per ragione di tributo, ogni quattro anni, o più o meno, nelle provincie del suo dominio sopra i Cristiani abitanti in esse , d’ogni tre figliuoli maschi uno, ad elezione dei commissari, i quali con le debite osservazioni fanno scelta di quelli che sono più formati , spiritosi e arditi. Questi , condotti in grandissimo numero in Costantinopoli , sono circoncisi e menati alla presenza dell’ agà dei giannizzeri , il quale visitandoli con l’intervento del suo luogotenente, rivede il taglio , e fa pigliar nota del nome, padre, e luogo dove è nato; poi ne manda parte nella Natòlia ed altre provincie dell’Asia ad imparar la lingua , leggi e costumi turcheschi, altri (ed è la maggior parte,) si guardano ne’serragli di Costantinopoli, Adrianopoli e Pera , ritenendone qualcuno di bello aspetto nel serraglio del Gran Signore. In capo di certo tempo sono richiamati nei serragli degli azam oglani, che con questo nome vengon chiamali finché non arrivano al grado di giannizzero od altro , e consegnati al capo loro, il quale con molta obbedienza e timore li fa esercitare in uffici ed arti meccaniche e laboriosissime ; e poi che hanno assuefatto e bene indurato il corpo alle fatiche patendo nel mangiare , bere e vestire, b fanno esercitare nel saellare e tirar di archibugio, par-