\ i ai gli dicono: tu sci la nostra fede, e-in te crediamo. Cosi si osserva nelle città vicine sino a questo segno di riverenza; ma nelle ville e luoghi più lontani molti tengono che egli, oltre avere lo spirito profetico, risusciti i morti , e faccia di altri simili miracoli, dicendo che siccome Ali loro santo principale ebhe undici figli maschi, che così anco questo re ha avuto dalla maestà di Dio la medesima grazia di undici figli come Alì. Vero è che nella città di Tauris non vi è tanta venerazione come negli altri luoghi, e per questo si dice ch’egli si sia partito di là e andato a stare a Casbin, vedendo di non essere secondo il genio suo stimato, per rispetto che la detta città è divisa in due parti, le quali si chiamano, una Kainitai, e l’altra Ermicai ; nelle quali fazioni sono nove capi di sestieri, cinque in una e quattro nell’altra, da quali dipendono tutti li cittadini. Queste fazioni per il passato erano molto discordi, etfjS^ni giorno si ammazzavano, nè bastava al re ed altri il rimediarvi, per esser fra esse parti discordia, ed odio antico di più di trecento anni, e certo si può dire che piuttosto essi capi di sestieri siano signori di detta città, che il re proprio. Ora sono in pace e uniti ; ed a questo proposito non voglio lasciar di dire alla serenità vostra, che essendo nel principio della loro quaresima montate le carni un poco più del prezzo ordinario, andorno questi capi al palazzo del sultano, ed ammazzorno tutti li ministri, e se il sultano avesse fatto moto alcuno, sarebbe anch’ egli stalo ammazzato, e per quei ministri che non si trovorno presenti, andorno li sollevati alle case loro, gettando le porte a terra, e gli ammazzarono e portorno le teste sopra il palazzo, non curando far questa operazione pili di giorno ‘ che di notte , nè a ciò si può rimediare rispetto all’ umor I