- 79 — • • • Molto più importante è oggi in Albania l'escavazio-ne degli idrocarburi solidi e liquidi. Di ottima qualità, e specialmente ricercato per le sue applicazioni alle industrie elettriche e delle sostanze coloranti, è il BITUME della zona di Seleni zza presso Valona. Circa mezzo secolo fa alcuni imprenditori francesi presero a sfruttare quei giacimenti di asfalto e di bitume, costituendo una Società che faceva capo alla Banca Ottomana; tale .Società dava larghi dividendi a’ suoi azionisti, e ciò sino allo scoppio della grande guerra, quando la regione venne occupata militarmente dall’Italia. Dal 1918 si costituì la » Società italiana delle Miniere di Selenica » che ne estrae da 5 a 6000 tonnellate annue, trasportandolo con una decauville a Valona, dov'è ci*struito un apposito pontile per l’imbarco. Si trova pure bitume, in minor quantità, a Kuciora al nord di Berat, ed a Patos presso Pieri, in forma di impregnazioni nell’arenaria neoge-nica. Per lo sfruttamento dei giacimenti di petrolio furono accordate dall’ex governo albanese, fra il 1923 e 1936 ben 13 concessioni, ciascuna della durata di 60 anni, a diversi gruppi finanziari stranieri (« Standard Oil Compagny », « Anglo-Persian Oil Company », Syndical franco-albanais »), ed italiani. Anzi le più importanti concessioni vennero assunte dalle Ferrovie dello Stato italiane, che ottennero nel 1925 — a favore di una gestione autonoma denominata « Azienda Italiana Petroli Albania » (A.I.P.A.) — un territorio per ricerche di 47213 ettari, ed un altro territorio di 116850 ettari nel 1926; nuove zone di ricerca furono assegnate nel 1936 all’A.I.P.A., che a sua volta si è impegnata ad impiantare in .Villania una raffineria di petrolio sufficiente ai hi vigni di quel paese. Ne dava recentemente milizia un comunicato ufficioso da Roma, apparso in tutti quotidiani :