58 Canta, sorella di quel serenissimo re, è uomo astutissimo, dedito alla propria utilità, affezionato a Francia per quanto si dice. Questo è somelier maggiore di Cesare: a Italiani in genere ha fama d’essere inimico, benché dissimuli. Resta ch’io dica delli due Ispani. Il commendato!’ maggiore di San Giacomo è non di gran famiglia , allevato dal re Ferdinando; ha d’entrata circa dieci mila ducati;èuomo prudentissimo e molto accorto; ha fa ma di essere un poco timido. Costui desiderava la pace universale; non credo che agli Italiani porti nè particolar odio, nè particolar affezione, e di vostra celsitudine credo più presto desideri bene, che male; pur non ha particolar inclinazione; è vecchio d’ anni sessantacinque e molto debole. L’altro è don Ugo di Moncada. Costui è Valen-ziano, nutrito in Italia sotto il duca Valentino; è uomo destro, e più civile degli altri Ispani ; ha buon ingegno; nelle imprese sue è poco fortunato, come s’ è veduta l’esperienza già molte fiate in poco tempo. E entrato nuovamente nel consiglio di stato, e favorisce alla parte del vicei'è, e consiglia Cesare contro Italia alla pace con Francia. Dal discorso fatto, vedono le eccellentissime signorie vostre , che il consiglio di Cesare è diviso in due parti : il capo d’ una è il cancelliere, con il quale aderisce il governatore di Bressa, e il signor di Beaurain ; consiglia costui Cesare per la via di farsi monarca universale, e attendere alla impresa degl’infedeli, la quale è propria d’un imperatore cristiano, ed abbassare la corona di Francia, la quale è potentissima ed emula alla grandezza sua,della quale sua maestà mai si potrà fidare,per averne altre fiate veduta l’esperienza; al che è necessario che