82 la ad essi mancò, ma furono con soverchio lusso trattati, quasi che Eroi fossero, e non Traditori. Ma rittìrniamo alla funesta serie degli affari di Verona . Più interessante de’precedenti per tutti i rapporti, e per 1’ inserte Carte, è senza dubbio il Dispaccio 7 Aprile dello stesso Provveditor Giovanelli , il quale ci pone al chiaro della perfida direzione de’ Comandanti Francesi, delle Diaboliche lor invenzioni per ostentare sospetti , e rintracciare pretesti contra la leale ed ingenua condotta del Veneto Senato, e per impedire il buon effetto, che l’ardore de’ Sudditi, e Ja gloriosa loro fedeltà facevano sperare al Senato medesimo. SERENISSIMO PRINCIPE. Aprile ^{7 l’animo nostro ha sempre nuovi I797’ grati motivi per assicurare VV. EE. della maggior fermezza nel generale di questi Sudditi, in quelli del Salodiano, c delle Valli Bresciane, per comprovare il sincero loro attaccamento al Principato, non eguali però ci si presentano per parte Francese gli argomenti per dissipare Je concepite apprensioni sull’equivoca Joro condotta, Essa ormai è tale, che abbisogna delle più serie meditazioni, e providenze, e della costanza insieme deH'Eccellentissimo Senato. E’ presente già alla sua Sapienza la Lettera scritta alle Valli dal General Landrieux , colla quale, pare, accusare l’Eccellentissimo Provveditor Estraordinario Battaja di disposizioni incitanti i Sudditi ad attaccare i Francesi . Queste supposte misure, archi-tettate dalla più fina malizia giunsero a questa parte , e simulandosi da’Francesi il più vivo timore di sorpresa , spinsero la finzione a segno, che nella «corsa notte ritiratosi il General B^l-land nel Castello San Felice, e tutij vegliando x Soldati, ed esercitando le più circospette militari cautele, ci vidimo di buon mattino giungere una di lai Lettera , nella quale mostrandosi indotto a tale precauzione da avvisi ricevuti, e dalla conoscenza di un Proclama dell’Eccellentissimo Provveditor Estraordinario Bittaji minaccia di cannonare la C'ttà ad ogni menomo movimento del Popolo. Ricevuta una tal Carta, stava preparata già la risposta, che umiliamo inserta, e che abbiamo fatta rimettergli , lorché venne a vederci il noto Beaupoil Comandante le Truppe Francesi nelli Castelli . Analoghe le prime aperture del suo Colloquio alle espressioni contenute nella Lettera del Generale, ci parve necessario di fargli con modi dignitosi, e franchi conoscere in tutta la sua estesa 1’ assurdità de’suoi concepiti sospetti, e partendo dalle massime ingenue di VV. EE., verbalmente, in iscritto , e colle stampe sempre riconfermate, gli abbiamo rimarcata l’impossibilità , che vi fosse Proclama in opposizione alle medesime, e quindi offrendogli di pubblicarne uno, che disapprovasse altamente quello, che voleva asserire segnato dall’Eccellentissimo Battaja, di cui inutilmente gli abbiamo chiesta la copia, ci siamo fatti a ripetergli le più piene dichiarazioni della Pubblica fermezza in mantenersi neutrale, ed amica verso la Nazione Francese. Un lungo Dialogo sostenuto dalle ragioni le più convincenti , parve alla fine convincerlo della irragionevolezza de’palesati sospetti ; in fatti poche ore dopo sceso in Città il General Ball and, ci diresse la risposta, che ci onoriamo di accompagnare annessa . Ma se essa potè per il momento tranquillare in qualche guisa il nostro animo anche per l’adesione coll’annessa Lettera del General stesso mostrata alla nostra richiesta , che alquanti Polachi , attesi da Mantova , transitar non avessero per Verona, non si può credere però, che per parte Francese cessino le sinistre intenzioni , e li sospetti accresciuti forse dalle sparse voci di danni gravissimi, sofferti dalle loro Truppe in Tirolo. I lavori ne’ Castelli, le provigiani da