168 indennizzar de’danni, che pretende, a-vrebbe a derivarne all’ economia dell Armata, ed aveva anche estesa la Carta : ma poi dandoci riflesso, si spiegò, che non era un tal progetto conveniente al suo onore ; che gli ordini ? che teneva, volevano, eh’Egli passas--se per Verona, che dissipasse ogni timone di genti armate, e che il suo o-nore voleva, che ciò eseguisse a tutto costo: che si proemerebbe a Verona, che se trovasse le Porte aperte, farebbe , che la Truppa entrasse sotto la più severa Disciplina , diversamente jaccheggierebbe, e brucicrebbeVerona. Esercitai tutta l’industria per calmar- lo , ma inutilmente . Chiesi alla fine due giorni di tempo sino che ci fosse concesso d’istruirne VV. EE., ma anche questo fu rifiutato \ cd obbligato con ciò dopo l’inutile colloquio a congedarmi . Rientrai nella Città , nella quale già continuavano le ostilità, come lo. furono nel corso tutto di questa notte. Il giorno è di già avanzato , e l’inimico comincia a prendere alcune disposizioni spezialmente al Monte S. Lunardo , usando de’ pezzi, di cui s' é jeri impadronito . Si cerca per conto npstro di far il possibile per garantirci: e il General Stratico è già in attivo esercizio presiedendo , e dirigendo la massa delle cose militari. Grazie. Verona 12 Aprile 1797, ore ir. Iseppo Giovanelli Pr. Estr. in T. F. Alvise Contarmi Cap. V. Pod. Si studiavano intanto dal zelante Provveditor Estraordinario Giovanelli'tutti i mezzi, onde introdurre un qualche ordine in mezzo agli orrori , ne’quali si ritrovava immersa la sfortunata Verona . Perciò sin dal giorno 19 con Pubblico Proclama fu comandato , che il popolo dovesse ritirarsi nelle rispettive contrade : con altro del giórno il, che tutti i Villici, en-tratti in Città, dovessero darsi in nota, onde fosse a cognizione delle Cariche il preciso lor numero; e finalmente con altro di questo giorno fu eccitato il Popolo a raccogliere le Palle di Cannone, che giacevano disperse , promettendo un adequato premio per ciascheduna a proporzione del loro calibro ; la scarsezza di tal genere di munizioni cagionò quest’ economica previdenza . Erano giunti intanto a Venezia i già trascritti Dispacci 21 Aprile de’ Rappresentanti di Vicenza , e di Padova sulla Massa Generale degli Abitanti, prescritta dal Provveditor Estraordinario Erizzo. Si divise il Senato in due opinioni, ma dopo lunghi dibattimenti fu alla fine approvato il seguente Decreto . 1797. xz Aprile in Pregadi. Alti Provveditori Éstraordinarj in Tre viso , e Vicenza, ed alli 'Rappresentanti in T. F. Capi di Provincia, ed a Le- fnago, esclusa Verona. 'cr allontanare possibilmente da co-testi amatissimi Sudditi li pericoli com-promittcnti la loro tranquillità , e sicurezza, oggetto sempre interessante le paterne sollecitudini del Senato, vi si incarica d’ invigilare , e provvedere , perché all’occasione di passaggi, e stazioni di Estere Truppe per codesta Città, e Provincia, si osservi da lorò un moderato contegno, non esclusa però la difesa al caso di violenze, o sopraffazioni . Non dubitiamo della vostra più attènta e sollecita cura per l’adempì mento di questo essenziale oggetto . Valentin Marini Segr. Oltre li già trascritti Dispacci de’ Rappresentanti di Padova, e di Vicenza del giorno 21, altri furono per Espresso Corriere da’medesimi avanzati al Senato, a’quali in questo giorno 22 fu pure spedita la conveniente risposta. L’oggetto di tanti maneggi riguardava la idea*