2g8 giornaliere esigenze, che solamente per Palma ascendono a Ducati mille al giorno, così supplicano V. Serenità d’approvare tosto la predetta imposta per un anno, commettendone ali’Eccellentissimo Luogotenente la relativa Terminazione nella riserva di prender poi per l’avvenire dietro il parere del peculiar Magistrato le convenienti Deliberazioni. Importante pib che mai in questi momenti il conforto alle buone Popolazioni , e la facilitazione de’ mezzi necessari per soddisfare agli ottimi loro sentimenti raccomandiamo con la maggior efficacia a VV. EE. di agevolar con quest’ottimo provedimento senza dilazione la verificazione del loro concorde divisa-mentó. Grazie. Udine 29 Aprile 1797. Francesco Donà Deputato. —' Luaardo Zustinian Deputato. Mentre così scrivevano da Udine i due NN. HH. Deputati , il Senato nello stesso giorno 29 dirigeva ad essi una Ducale , colla quale gli veniva spedito lo Species Faflì de’successi dopo 1’ ultima Ducale 27 Aprile a lume delle loro direzioni : la daremo qui per intiero. *797- 29 Aprile in Prìgadi. Alti due N.N. H.H. Deputai al General Buonapartt. Nella viva, e ben giusta impazienza del Senato di ricevere vostri riscontri, de’quali si ritrova con dispiaccnza mancante in rapporto all’esecuzione, ed effetto dell’ interessante maneggio , di cui siete incaricati presso il Gen. in Capite Bonaparte, vi accompagna in replicata le Ducali scrittevi in data 17 cadente assieme al trassunto delle cose nel frattempo occorse, onde niente manchi alla conoscenza vostra di quanto serve a dimostrare la stringenza, ed istantaneità de’motivi , che rendono sempre più premuroso l’esercizio della vostra desteri-tà, e distinto zelo, dal quale confidiamo in tutti i modi possibili sollecitato ii conseguimento dell’importantissi- mo oggetto dalla Pubblica maturità contemplato . Andrea Alberti Segretario. 1797• 19 Aprile in Pregadi. Species Fatti. La calma apparente si cambia in altrettanto ardore dei Veronesi. Dalli Castelli, e dalla Città sono continui i colpi di cannone, e di bombe, le stragi, li saccheggi, gl’incendi. Ripetutele trattazioni tutte senza effetto, sempre pili infieriscono li partiti. Il Provvedi-tor Estraordinario Giovanelli va a tentare un conciliamento fuori delie Porte con li Generali Francesi. Sono così e-late, ed aspre le condizioni, che non è in suo potere l’accoglierle. Finalmente si accetta l’Armistizio di un giorno, ed intanto si usano per parte Francese molte ostilità . Lunedì 24 cadente è seguita ia Trattativa. Entrarono nei Castelli li 4 Soggetti destinati all’accomodamento portando seco le proposizioni di Pace, sopra le quali conveniva trattare. Non furono accolte le proposizioni non solo, ma perfino si è rifiutato di ascoltarle volendo per conto Francese imporle a discrezione loro: esse non potevano esser più esorbitanti, nulla ostante per salvare la minacciata strage a quella Popolazione, si ridussero le Cariche a firmarla colla riserva, che fossero salve le vite, e le proprietà de’Sudditi. Fu sorpassata pure questa condizione, e volendo il Gen. Kilmaine quai-ficare come assentito da loro ciò, che non era che condizionato, firmò la Carta con le condizioni sopraddette. Quando dovettero li Provveditori Estraordinari , ed il Rappresentante sottrarsi alla furia del Popolo, e de’Francesi partindo inosservatamente verso Padova, dove si sono rifugiati. Gli ulteriori riscontri di quella Città rapportano, che sia ritornata la calma, che quattro Deputati convennero la contribuzione di 40 m. Ducati a patto , che fossero salve le vite, le proprietà degli Abitanti, ed immune la Religione: che li Villici fossero disarmati, e rispediti alle loro Case, e che la Truppa Veneta con l’armi e bagagli dovesse di- Aprile »797'