■o 200 *s=- Francia era nemica aperta di Spagna, è Venezia n’era nemica secreta, cosi questa, più debole, teneva cara l’amicizia di quella potente. Colla Spagna continue le suspizioni, guerra aperta non mai. L’abbandono di Filippo 11 dopo la battaglia di Lepanto, la trama di Bedmar, erano fondamento delle suspizioni, e ragionevole; tanto forti che, oltre al tenere un ambasciatore del continuo in Madrid, un segretario del senato residente in Milano, ed uno in Napoli vigilavano sulla condotta dei governi e dei viceré, che avevano poteri (piasi regali ed operavano a senno loro. Coll’ Inghilterra, troppo lontana, non potevano avervi relazioni continue di gran rilevanza. La sua potenza marittima, che andava allargandosi, non si stendeva ancora nel Mediterraneo c meno tendeva all’ Adriatico. Un solo caso s’ ebbe di disgusto, e fu quando, dannato a morte Carlo I, succedette il reggimento militare di Oliviero Cromwel. La repubblica fu l’ultimo Stalo che lo riconoscesse siccome capo del governo inglese, ed egli minacciò. Era tempo di guerra cogli Osmani, e non si poteva avere anche un altro nemico. Fu deputato l’ambasciatore, che finiva la sua legazione in Francia, Giovanni Sagredo, a complire con lui ed amicarselo. Noi abbiamo pubblicato la relazione della sua ambasciata ; importantissimo documento della storia contemporanea. Non era quindi per ordinario ambasciatol e inglese in Venezia, nè veneziano in Londra, ma solamente un segretario veneto risiedeva in Londra, un ministro inglese di secondo ordine in Venezia. In Portogallo erano solamente consoli pei pochi commerci con quella nazione. Coll’ imperatore ili Lamagna le relazioni erano assai importanti, perchè assai singolari le condizioni reciproche. L’ una potenza avea bisogno dell' altra, siccome si è veduto, nelle continue guerre col Turco. Erano rivali di Spagna, e gli Stati di Venezia servivano di antemurale a quelli di Lamagna. Queste sono cause di amicizia. Ma questa amicizia era avversala da altre ragioni di Stalo. Venezia e Lamagna si trovavano vicine, separate dalle Alpi e dall’ Isonzo confine cerio ; nell' Istria incerto il confine. Trieste andava crescendo, rivale pericolosa e da temersi pel poco commercio che