-=a» 506 <-s=- ili S. Giovanni Evangelista e di S. Teodoro, occorreva la permissione del consiglio de’ dieci, con intelligenza del magistrato sopra dette scuole. Così trovavasi regolala sul finire della repubblica questa materia gravissima, della quale il veneto governo erasi occupato con perseverante cura ed energia per oltre cinque secoli. Onde argomentasi a quale sterminata grandezza sarebbe giunta senza tai vincoli 1’ opulenza delle mani morte, le quali, a malgrado di essi, pur seppero accumulare ricchezze enormi : tanto, che l’ingiustizia del-I’ avocazione riuscì un vero sociale benefizio. Diremo ora delle successioni. Potevasi far testamento in (piatirò modi : due solenni e due non solenni. Testamenti solenni erano il nuncupativo, eia cedola presentata al notajo : a roborarli bastava l’atto di pubblicazione dopo la morte del disponente. Facevasi testamento nuncupativo, dichiarando a voce ad un notajo, in presenza di due o Ire testimoni, la propria ultima volontà, che il notajo doveva scrivere litteralmente con le precise parole usale dal disponente, poi leggere in modo da essere udito da esso e dai testimoni, poi farne altro esemplare, entrambi rogare e far dai testimoni soscrivere, portarne uno suggellato in cancelleria inferiore, e conservar l’altro presso di sé. 11 testamento solenne per cedola facevasi così. Il testatore scriveva o faceva scrivere da persona confidente la sua volontà in un foglio, che chiamavasi appunto cedola, poi presentava tal cedola ad un notajo, in presenza di due o tre testimoni : il nolajo interrogava se la cedola fosse scritta dal testatore o da altra persona : se dal testatore, la suggellava, ove già noi fosse, e vi faceva il rogito con la soscrizione dei testimoni : se da altra persona, faceva ritirare i testimoni, leggeva la carta al testatore perchè 1’ approvasse, correggesse o modificasse, poi richiamava i testimoni, suggellava, rogava e faceva soscrivere. Nullo era il testamento della moglie se il marito fosse stato