3^ In mezzo a tante minacele il Provveditor Estraordinario pensè in tan»> io col parere del Colonnello Soffietti, e Capitan Bigoni di spedire il Tenente Colonello Rivanello a Verona, partito Io stesso giorno degli ii\ alle ore si. per avere il maggiore possibile numero di Truppe , le quali non avrebbero potuto arrivare, che al numero di 5501 Fanti, e 180. Cavalli . Quanto alla persona da spedirsi a Milano dopo molti esami per la delicatezza delia cosa venne scelto Gio: Battista Gherardi di Lonato, il qua» le venuto a Brescia chiese di ritornarsene a Casa prima di andare a Miniano; cosa tramontata per l’esplosione di Bergamo. Il Provveditor Estraordinario oltre tutto ciò credette di convocare una Consulta formale di Ufr filiali dello Stato Maggiore, compreso il Capitan Bigoni, chiedendo loro notizie : raccolto il loro Consiglio intorno ai presidj militari, de-'quali si poteva fare uso , venne dalla Consulta stabilito di chiudere le varie Porte, che danno ingresso-ai Palazzo, lasciando soltanto libera la principale, di raccogliere maggior numero di Truppa Italiana per custodia del Palazzo, fare accostare i varj Còrpi di Cavalleria sparsi , avere un deposito di munizioni , ed altre diligenze-. Oltre ciò- il Provveditor Estraordinario scrisse una Lettera al General Buonaparte contenente, che un- numero di Scellerati, i quali sì coprivano colla protezione Francese, minacciavano la Pubblica quiete , che essendo in mano de’Francesi tutte le Artiglierie Venete, ne chiedeva 6. o 8. pez4-zi per difenderai da una irruzione, e che-volesse dare degli ordini opportuni, onde tatti i Lombardi Soldati , che dovevano venire, non passassero per la Città. Questa Lettera ven-na spedita' la sera del dì ir. alle ore 6. della notte. Il dopo pranzo del giorno is» giunse una Lettera del N» H. Ottolinr con la nuova, che Bergamo era in rivolta , il che annunziava un cangiamento di Piano, o poca fedeltà nè rapporti , accrescendosi 3 sospetti d’una cooperazione per parte Francese in grazia de’discorsi e della condotta del General Chambran Comandante in quei giorni a Brescia ; ed in conseguenza la dubbiezza nei consigli. Queste circostanze, non che i discorsi dello stesso N. H. Ottolini, ar* tìvato la sera de’13. determinarono a sospendere- la marcia della Truppa di le Genti , alia Sovranità reale della Repubblica, ed offendente tutti i riguardi di amicizia , e di Neutralità , fu sorpassata dalla debolezza del Governo : e fin lo stesso Tribunale Supremo si fece un riguardo di agire contro i medesimi ; sicch'e tramavano impunemente le loro iniquità..