■o» 259 «ss- vescovo, che gli investiva della spiritual dignità. Insino al secolo XV, i parrochi erano quasi lutti di famiglie conciliari, perchè, dice un antico cronista, non si concedevano simili dignità se non a persone nobili ed onorate. Il clero nell’ eleggere il parroco, o piovano, dava un gran peso al voto manifestato dal popolo, e da questo finalmente ne conseguì, che non si eleggeva alcuno in parroco quando non fosse accollo dalla persuasione di quelli che dovea governare. Da questa foggia si passò facilmente, come è chiaro, alle elezioni fatte dai convicini. Secondo lo statuto veneto, per vicini s’intendono « qui possessiones habent in parochia ubicumque habitarent. » Vi sono per altro documenti, i quali dimostrano in alcuni tempi ed in alcune parrocchie, olire i possessori degli stabili essere siati chiamati al capitolo radunato per eleggere il parroco anche i parrocchiani, benché non possessori di stabili. Nel secolo poi XVI s’ introdusse altra disciplina, che cioè non bastasse per intervenire ai capitoli qual elettore del parroco il possedere degli stabili, ma fosse necessario essere veramenle parrocchiano e ricevere nella parrocchia i SS. Sacramenti. Si diede opera eziandio a torre altri abusi clic si erano introdotti, e che nuocevano ad un’ ottima scelta ; 1’ uno di mandar procuratori al capitolo ; l’altro, ancor più dannoso, di consegnare all’ uno od all’ altro dei candidati una cedola da presentarsi al capitolo nel giorno della elezione, cedola nella quale eravi il voto dell’ elettore a favore del candidato. Fu proibita la elezione per procura, e Leone X, sotto pena di nullità, prescrisse doversi far la elezione dagli elettori in capitolo congregati. Fu sostituito pure all’ uso di dare il voto a voce quello più prudente di darlo per ballotte. Sebbene la bolla di Leone X non parli della preelezione capitolare, ma semplicemente della nomina da farsi dai parrocchiani o patroni, pure è certo che la consuetudine della preelezione capitolare si conservò perpetuamente in Venezia insino alle innovazioni anche in ciò accadute dopo la fine del governo veneto. Ecco un documento pubblico intorno alla elezione dei parroclii in Venezia. Questo è un decreto patriarcale di Maffio Girardi nel 1474. « Quod