CAPITOLO XX. POLITICA esteriori;. La politica esteriore dei Veneziani fu acuta fino dai principi!, perchè non poteva essere altrimenti in uno Sialo, die nacque sulle rovine di un impero sgominatosi di per se stesso, poi caduto per forza e in balìa d’altrui. Fino dai primordi si dovette destreggiare col mostrare, fino a quando giovò, verso il santo impero orientale osservanza di lontano vassallaggio, che in que' tempi era contrailo quasi di alleanza. Coi regnanti in Italia destreggiarono i Veneziani, quando per ottenere privilegi di mercato per ¡spaccio delle mercanzie, quando franchigie di transiti, e che la moneta loro negli Siati italici avesse corso. Naturalmente ed essenzialmente mercatanti, poco forti d’ armi in principio, ¡1 destreggiare era necessità. Fatti forti e ricchi, la politica esteriore conformarono al progresso de’ tempi. Fu alta e generosa, aperta e robusta, non mai codarda, nè amica di lungherie e di ambagi, per tutto l’evo medio. I commerci furono causa delle lunghe guerre contro i Genovesi, che avrebbero dovuto essere amici e alleati. Ma quando un’ offesa, tosto una guerra ; tale era il tempo : gli uomini nel medio evo governarono i popoli non conoscendo la paura, sicuri che popolo e governo erano una cosa sola, e non aveasi a trepidare dcl-P interno dello Stato. La guerra di Costantinopoli fu una guerra