133 rfìntenzionatì , finché a mio conforto mi arrivino i comandi di codesto .Supremo Tribunale: ma non posso celare la mia apprensione di mali maggiori nel torbido aspetto dei correnti affari , e nel possibile avvicinamento delle Armate a questa Provincia. Se la sola fama di una lontana vittoria ha potuto tanto dare di ansa a’ malvaggi , non saprei presagire , quali potessero essere le fastidiose sopravenienze al caso di un più vicino decisivo successo . La materia è troppo bene disposta, una scintilla potrebbe bastare a suscitare un incendio totale. Pochi sono quelli , che tranquilli riposino all’ ombra delle saggie presenti Pubbliche direzioni. Trepidano i più Buoni , e modestamente si querelano del così da essi creduto abbandono alle temute eventualità ; e lo esagerano poi, ed apertamente disaprovano i meno prudenti , e più apprensivi . 1 malvaggi poi traggono anche da ciò argomento di screditare il Pubblico Nome, e renderlo ingrato, benché nel loro cuore ne esultino , e fondino anche in ciò la speranza di desiderate novità . Sotto questo vario aspetto si raccolgono le diverse classi delle contrarie opinioni, e delle re* spettive tendenze. Mentre però io mi presto a disponere le più caute , e prudenti misure non manifestanti nè timore, nè soverchia diffidenza, affine di ispirare fiducia ne’buoni, £ moderazione ne’tristi, mi trovo nella mortificante situazione di mancare de’più opportuni mezzi conducenti a tal fine . Sopra questo delicato rapporto ho già avanzato all’ Eccellentissimo Senato alcuni riservati cenni , come degneranno V. V. E. E. raccogliere dall’ occlusa copia di Dispaccio. Se alla gravità di codesto Supremo Tribunale sembreranno non inopportune le mie considerazioni , averò il conforto di sentire efficacemente animato l’abbattuto mio spirito, e ad ogni modo mi resterà la soddisfazione di non aver niente tacciuto a Chi tutto deve esser noto. Dalla riverente libertà, con cui mi sono fatto lecito di aprire il mio cuore, deducano V. V. E. E. la qualità del mio impegno per il bene di questa Provincia, e per la gloria dell’Augusta nostra Patria , ed accordino all’ appassionato mio zelo un generoso compatimento , men* tre mi onoro di baciare a cadaun di V- V. E. E. umilmente le mani. Bergamo li 50. Aprile 1796. Di V. V. E. E. ec. Alessandro Ottolin Cap. Vie. Podestà. 1 3 Era