Aprile 179-7. *i>4 l’adorata Patria, non mi resta, che con ossequio baciar a cadauno di VV. EE. le mani &c. Parigi 8. Aprile 1797. Alvise Querini. Prima che giungesse al N. H. Querini alcuna risposta degl’ Inquisì« tori di Stato sulla contribuzione de’ 7. Millioni di Franchi, con cui v’era qualche apparenza di poter salvare la Repubblica dalle perverse intenzioni del Governo Francese , dovette Egli nel giorno 17. dello stesso Aprile spedire un secondo Dispaccio allo stesso Tribunale in cui esponeva le nuove scoperte da lui fatte in tale proposito . Il Dispaccio fu il seguente . Illustrissimi ed Eccellentissimi Signori Signori Padroni Colendissimi . Ho creduto necessario, e doveroso di far conoscere all’autorità di VV. EE. quello io rassegno all’Eccellentissimo Senato in esecuzione delli comandi rilasciatimi colla Ducale primo del corrente, per Espresso direttami ; ed altresì quanto in questi giorni io abbia operato ad oggetto di salvar possibilmente li più essenziali riguardi dell’Eccellentissimo Senato. Io occludo dunque a VV. EE. la copia del mio riverente Numero 178* unitamente all’ inserte , dove il tutto è fatto presente alla Pubblica autorità. Ma quello non ho potutot nè dovuto render in quel Dispaccio palese , devo indispensabilmente rassegnarlo alla somma prudenza , e sapienza di VV. EE. Nell’ultima mia Lettera 8. corrente , che spero sarà a quest’ ora pervenuta alla conoscenza del loro Supremo Tribunale , io cop ossequio aveva assoggettato , che 1’ Eccellentissimo Senato con qualche nuovo sacrifizio , fatto a questo Governo , avrebbe potuto salvar li suoi più essenziali rispetti, da tante parti minacciati, ed offesi. Io non ayeva voluto , come ho rassegnato, nella sopraccennata Lettera , internarmi a conoscer