172 numerosa brigala; al loro arrivo però furono accolli con dimostrazioni di derisione e minaccia, il che provocò la legge marziale per quella città. » Tutta la notte e la mattina del -12, sono partile numerose truppe alla volta del Piemonte. Sei chiese sono stale richieste dagli Austriaci, da convertirsi in ospedali e caserme ; ma fin ora non hanno potuto occuparle. « Tutte le notizie di Lombardia sono d'accordo circa alle continue dimostrazioni di quelle città e castella contro 1’ aborrito dominio dell’Austria. Ad onta delle migliaia e migliaia di baionette, Radetzky è tut-t’altro che tranquillo; ei si accorge lilialmente che ogni nuova vittima della sua tirannia guadagna mille nuovi proseliti all’indipendenza dJItalia; e tutto induce a sperare che non sia lontana una nuova universale insurrezione. Siamo assicurati che a Governolo, e nei paesi circonvicini, appena partiti gli Austriaci, è stata inalberata di nuovo la nazionale bandiera a tre colori, in mezzo ad una indescrivibile gioia di quelle popolazioni. Leggesi nell' Osservatore Triestino: Il Supplimento alla Gazzetta di Vienna del 16 reca quanto segue : » Rileviamo da sicura fonte che 1’ armistizio di sei settimane, slato conchiuso colla Sardegna e che termina il 22 corrente, sia stalo prolungato per altri 30 giorni, e che vi sia quindi fondata speranza di giungere ben presto a una composizione pacifica delle differenze, che vertono colla Sardegna. « Questa notizia coincide con altra, che giunse alla Gazzetta di Milano in data 42 corr., e eh’ è riportato nello stesso Supplimento. II governo di Trieste è generoso. L’Osservatore Triestino ha il seguente articolo: » Un naviglio, appartenente all’i. r. squadra che blocca Venezia, si è impossessato innanzi a quella città di un trabaccolo, il quale, proveniente da Ravenna, voleva entrarvi con una compagnia di volontarii, destinati ad aumentarne il presidio. Questa destinazione era stata espressa alla lettera dal gonfaloniere di Ravenna nell’¡strumento di requisizione del trabaccolo, costituendo così la prova che le autorità stesse promuovono tali spedizioni di truppe. Qui non si stimò prezzo dell’opera il trattenere nè la soldatesca, nè il trabaccolo; il naviglio, insieme a tutto ciò che vi si trovava a bordo, venne respinto fino alla punta estrema dell’Istria, e colà fu messo in libertà in direzione verso la sua provenienza. « L’ Osservatore Triestino si dimentica però una piccola circostanza, che tale restituzione fu imposta a Trieste dai rappresentanti di Francia e d’Inghilterra.