274 Considerando infine che i Circoli dello stato pontificio e degli altri stati d’Italia, in mancanza dei Parlamenti e dei Comitati scelti dal popolo, sono quelli che attualmente rappresentano la opinione della nazione, perchè uscirono tanto dalle classi laboriose, quanto dalle classi agiate ed intelligenti della società; Per tali riflessi, il Circolo popolare di Roma giudica esser cosa, no» solamente utile ma necessaria, che i Circoli dello stato pontificio e degli altri siali italiani diano un voto di fiducia e insieme un mandato o ad un individuo stimato dall’universale per fama e opinione, scelto da uno o più Circoli riuniti, affinchè si rechi come deputalo a far parte del Congresso federativo, ovvero che si dia quel voto e quel mandato ad un individuo, il quale sia stalo chiamato dal Gomitalo centrale della Società federativa. A questo effetto, mentre il Circolo popolare di Roma ne dà il primo esempio, invita al tempo stesso il Circolo ... a voler abbracciare quesla massima e ad indiarlo, se le ragioni indicate sono bastevoli a indurre la persuasione nell’animo dei nostri fratelli. » Nella sera stessa si discusse e si approvò la formula del mandato, c si venne alla nomina del deputato, la quale cadde sulla persona del direttore del Circolo Pietro Sterbini, già invitato dal Comitato centrale della Società a far parte del Congresso federativo. La sostanza della formula è la seguente : « Che primo ed unico scopo di sua missione, come base della progettala federazione italiana, sarà la proposta di tutti i mezzi più pronti ed efficaci, co’quali ottener si possa la unione, l’indipendenza e la libertà d’Italia, sia che ciò avvenga col rinnovamento della guerra, o mediante una pace onorevole che restituisca liberi alla nazione i suoi naturali confini; e tutto questo senza che sieno menomamente lesi i diritti imprescrittibili dei popoli, nè siano interpretati quei voti la cui manifestazione non si delega, ma si ottiene soltanto dal libero suffragio delle assemblee primarie. » La sera di domenica, il Circolo romano riunito in assemblea decise di aderire a quanto era stato falto antecedentemente dal Circolo popolare nazionale di Roma rapporto al progetto di dare nn voto di fiducia e un mandato a un deputato del Congresso federativo, stabilito provvisoriamente a Torino. La scella cadde sopra il conte Terenzio Mamiani, nominato a grandissima maggioranza di voli : in quanto al mandato, si stette alla forinola di quello già decretato dal Circolo popolare nazionale di Roma. Speriamo che gli altri Circoli romani vorranno con tutta la sollecitudine imitare quell’esempio affinchè possa dirsi che Roma è rappresentata con decoro e dignità nel Congresso federativo.