484 AI BUONI GENOVESI,. Quando, o Genovesi, noi ricorremmo a voi, eravamo ben sieuri di non ingannarci, e non c’ingannammo. Appena vi femmo noto il prestito, che Venezia chiede all’Italia per difendere l’ultimo ricovero della italiana indipendenza, voi ci dimostraste la più decisa volontà di soccorrere a questo supremo bisogno della patria; e la voce del popolo gridò: Si dia un milione, e subito, poiché il bisogno non transige col tempo. Ma, frattanto che trovassero adempimento certe condizioni, cui è pure subordinata la vostra volontà, voi non trascuraste altre vie, per cui potessero venire più pronti, benché men sufficienti, a prò’ di Venezia i frutti della cittadina carità. E a non parlare delle collette e delle lotterie, cui apposite Commissioni danno opera fervorosamente, voi ci destinaste il prodotto di un trattenimento musicale e poetico, che nella sera del 16 corrente, non solo ci fu argomento della vostra cultura e gentilezza, ma diè luogo a manifestare nel modo più commovente l’amore, che Genova nutre alla fedel sorella. A noi pertanto corre ii debito di ringraziarvi, in nome di Venezia, e di ciò che avete fatto e del molto più che siete disposti a fare. Grazie sien rese per voi e a chi promosse il seral trattenimento, e a chi ne diresse l’esecuzione; ai valenti artisti, che vi contribuirono liberalmente colla maestria e soavità del canto; ai preclari poeti, che l’abbellirono coi carmi inspirati dall’altissimo oggetto cui era consacrato; alla gentile deputazione, che sedette alla porta a raccogliere le olferte degli accorrenti. 0 Genova, o Venezia f Qual catena indissolubile di amore v’intesse questo ricambio di soccorsi chiesti e concessi! Ora, voi non vi ricordate più le vostre antiche rivalità, che per a-marvi maggiormente. La sventura, il benefizio, i sacrilizii comuni vi affratellano sempre più e \i uniscono in una sola volontà, che sarà scoglio invincibile alla straniera oppressione. Oh! vi sorridano mai sempre, raggianti di gloria dai vostri stendardi, i tre benedetti colori, simbolo della nostra libertà e indipendenza, e siano iride di pace e di concordia a voi e all Italia nostra; meteora di morte e di maledizione ai nostri nemici. Genova 17 settembre 1848. I Commissarii di Venezia pel prestito E. Todros - G. B. Giustiniani - G. Giovanelli - G. Freschi. Triestej 19 settembre. La nostra deputazione di Borsa ha ieri (18 seltembre) annunziato uifizialmente al ceto mercantile, essere stato riattivato il blocco della città di Venezia. 24 Settembre. (dall3 Indipendente) Ad una deputazione espressamente inviata dal Circolo Italiano, il Governo provvisorio dichiarò ieri sera essere state prese le opportune