187 manda e che l’appoggia con tutte le proprie forze. Ma egli diravvi al tempo stesso che non è perchè il suo Cantone far possa della beneficenza a buon mercato, eh’esso appoggia la proposizione del direttorio. Non supponete, siguor presidente e siguori, che io possa nutrire 1111 sentimento si ignobile. Il direttorio ha creduto certamente, che spettava alla Confederazione di mostrarsi grande e generosa verso coloro che devono la loro sciagura agli sforzi fatti per riconquistare la loro nazionalità, e con essa la libertà e F indipendenza. Ha creduto conveniente che non fossero aldini cantoni, che avessero il inerito d’avere soccorso la sventura, e di ottenere le benedizioni, bensì | clic ne venisse di tuttociò rimeritata la Confederazione intera. E però, sig. presidente e signori, associandomi al pensiero del Vo-rort io 11011 esito a chiedervi di mostrarvi in tutta la vostra nobiltà in tutta la dignità vostra, ponendo a carico della Confederazione le spese che furono sopportale dai Cantoni in questa triste circostanza. Un riliuto da parte vostra non mi dorrebbe per la porzione di danaro che noi abbiamo data. No, giammai il Ticino avrà fatto un più nobile uso delle sue risorse. Ciò che mi affliggerebbe, sarebbe di vedervi rinunciare ad un atto che deve farci grandi ancor più agli occhi del mondo. Voi avete ancora proclamato poc’anzi in questo ritìnto che la Svizzera è gelosa del diritto di asilo e vuole mantenerlo. Se a questa dichiarazione voi aggiungete un atlo di beneficenza federale, darete un’altra prova, che la generosità c la grandezza sono le alleale naturali dei popoli liberi ed indipendenti, gli alleati naturali dei repubblicani. Proclamare il diritto d’asilo, e lasciare le spese d'ima grande emigrazione ai Cantoni, è un distruggere per una questione di denaro il principio dell’ospitalità. In quanto alla questione delle armij il deputato che parla deve res-> pingere la proposta stata latta di venderne una porzioni» per coprire le I spese. La respinge perch’essa non è all’altezza dei sentimenti di cui la I Svizzera si onora. Verrà tempo in cui essa potrà renderle a’loro padroni affinché se ne possano servire per conquistare la loro indipendenza. L’opinione del deputato del Ticino si è che le armi siano lasciate Blà ove si trovano, ordinando ai Cantoni di collocarle ne’loro arsenali al coperto da ogni tentativo, e di darne imo stato al Vorort. Termino col felicitare il paese di avere a capi uomini che assumono l’iniziativa di misure le più nobili e le più capaci di magnificare l’onore della Svizzera. « ■ La Dieta risolve: 1. Di approvare la condotta del direttorio in questo affare. 2. Essere a carico della Confederazione le truppe attivate in alcuni Cantoni in questa circostanza. 3. Essere la Confederazione disposta ad assumersi le spese cagionate dall’emigrazione italiana nei Cantoni. — Questi dovranno presentare al Direttorio gli atli necessarii acciò egli possa fare più tardi delle proposizioni definitive in proposito. 4. Quanto al materiale da guerra, si manterrà Io statu quo riservandosi la Confederazione di prendere sull’argomento le decisioni ulteriori che troverà del caso.