U 4 per circa cinque miglia di circonferenza, e se quella città ha il vantaggio di avere tre laghi che la circonda, questa ha i monti attorno tutti fortificati in modo da tener allontanato qualunque poderoso esercito. Le fortificazioni di Verona sono composte di bastioni, terrapieni, torrioni, casematte, vedette, trinceramenti e fosse larghissime attorno alle mura. Al momento che si ritirò Iladetzky in Verona, e che Carlo Alberto vi si avvicinava, questa città era presidiata di 28,000 uomini circa fra cavalleria, fanteria; e innumerevole era Fartiglieria. Un’immensità di carriaggi andava e veniva dalle fortezze alla città, il movimento era imponente. A tali preparativi molti cittadini, dei più doviziosi, lasciarono la città. Fu emanato un avviso che entro 24 ore dovessero partire tutti i forestieri; si procurava di far entrare viveri da qualunque parte si potevano avere, e i cittadini pensavano di fornirsi al bisogno per le loro famiglie. Stretta Verona da blocco da Carlo Alberto, il generale Iladetzky cominciò ad usare di quelle solite barbarità che ricordar possono i tempi di Attila. Furono posti in ostaggio molti de’primarii e rispettabili cittadini, rigorosamente furono sequestrate tutte le armi nelle famiglie, e molti individui vennero fucilati perchè tentarono nascondere qualche arma a propria difesa. Tutti i commestibili che poterono ritrovare nelle famiglie li trasportarono nei magazzini militari, nonché il carbone e le legne, ed ogni famiglia è costretta giorno per giorno munirsi di un buono sottoscritto da una commissione presieduta dallo stesso Iladetzky per ricevere quella porzione di vitto che abbisogna appena per gl’individui componenti ciascuna famiglia. Obbligo prescritto è di tenere tutte chiuse le botteghe. Proibito rigorosamente di formare unioni per le strade di più di tre persone; al suono dell’Ave-Maria tutti i cittadini devono essere ritirati nelle loro case; tulle le finestre, nella notte, devono essere chiuse, con rigorosa proibizione di aprirle nel corso della notte. Una infinità di pattuglie battono le strade della città, e spiano qualunque movimento facessero i cittadini. Molte delle chiese sono state ridotte a stalle per la cavalleria, fra le quali S. bernardino; S. Eufemia è ridotta ad ospitale militare; quella di S. Lucia è piena di carriaggi; in quella di S. Maria della Scala fu fatto deposito di fieno e di paglia; e molte altre ridotte a servizio delle truppe. A tutto il corso del Brà sono stati levati i sassi, e molte barricate si sono costruite per difendersi dal cannone; molte case \icine a Porta nuova sono state demolite. La Porta Vescovo, altra porta principale, è doppiamente fortificata ed ingombra di pallizzatc. Pel ponte delle Navi è tolto il passaggio, ed è formato invece un ponte provvisorio, onde al momento spezzarlo : ed è proibito a chiunque di trapassarlo, essendo munite le due estremità di cannoni, e sentinelle onde togliere la comunicazione ai cittadini dall’ una all’altra parte della città. Castel vecchio che si diceva demolito è invece fortificato in modo che se le truppe dovessero fare una ritirata, troverebbero ricovero là dentro per far nuova resistenza; ed i cannonieri sono sempre colla miccia accesa pronti a far fuoco sulla città in caso di sommossa. Il Palazzo Giusti, dov’è alloggialo il generale Badelzky, è tulio con-