« Trmgiani! <* Sono a poche miglia dalla vostra città con forze imponenti. Venite a vederle. V’offro in nome di S. M. l'imperatore e re una riconciliazione sincera senza riserva. Accettatela. Non prolungate gli orrori d’una guerra, per non dir altro, senza scopo. E che? Non aveste dal vostro Sovrano tutto ciò che ragionevolmente potevate desiderare? « Mandatemi senza il minimo indugio una deputazione con ampli poteri. « Dal quarlier generale di Falzè, 41 Maggio 4848. <* Co. NUGENT generale in capo ». « Eccellenza. « 11 governo austriaco, col giorno 22 Marzo decorso, si è dichia-j rato decaduto in Venezia e fu dal generale Zichy rimesso nelle mani del comandante della Guardia civica di quella città.. Mancando il rappresentato, veniva a decadere dalle sue mansioni anche il rappresentante, e ! quindi il Delegalo di questa città, bar. de Humbracht, cesse nel giorno 24 successivo il governo di questa provincia a questo Podestà; ed il lenente maresciallo S. E. Ludolf, mediante convenzione, ordinò a tutte le truppe di sortire da questa provincia. « Per parte nostra non vi fu ribellione, non fu usata la forza, uè per far decadere il governo, nè per allontanare le truppe. « Lasciali per tal modo liberi, era in nostro diritto il costituirci un Governo provvisorio e l’abbiamo fatto, ed era poi anche un sacro dovere il farlo per evitare il maggiore di tulli i inali, l’anarchia. « La nostra condotta perciò non può essere disapprovata, nè lo fu. « Ci sorprende impertanto la invasione presente, e non sappiamo quale sia il motivo della guerra, che le armi vostre ci apportano. « Qualunque egli sia, dobbiamo dichiararvi che, acquistata una volta la libertà, siamo determinati di difenderla con tutto il coraggio e con tutto quell’amor patrio, che deve animare ogni buon cittadino. « Si aggiunge a tutto ciò che, partite le truppe austriache, la nostra città fu occupata da quelle del Sommo Pontefice, dalle quali appuuto la città stessa dipende. « Ciò sia in riscontro al dispaccio di V. E. del dì 44 corr. da Falzè. * Treviso, li 42 Maggio 4848. « Dal Comitato provvisorio, OLIVI. » 46 Maggio. GIUSEPPE MAZZINI E LA REPUBBLICA. L’istinto e il senso dell’unità nazionale è uno dei caratteri dell’ingegno politico; onde tutti gli uomini di Stato eminenti, da Moisè al Buo-naparte, furono grandi unificatori; e se talvolta per iscorso di mente o