236 Deh! ge la roc» improvvida Fa da talun diffusa, Sia quella voce in tenebre Perpetuamente chiusa. Pia lo itranier si gridi Da-questi eterni lidi, Dove è pur nostro il folgore Di centomila acciar; Dove per noi dal vigile Suo Vaticano un Santo Alza le palme e supplica Che il giogo reo sia franto, E che la sgombra terra Dal suo campion di guerra Chiegga conserta e incolume Pel brando suo posar. Chè delle file italiche Egli è il primier soldato: Deh rispettiam chi intrepido Serve d Italia al fato ; Chi dai tedeschi artigli Madri ci salva e figli Ed are e tombe ed inolile Memorie e libertà. Nacque, per Dio! da barbara Stirpe chi il forte offende: VIVA RE CARLO, e i validi Brandi, e l’ausonie tende! VIVA RE CARLO, il prode D’Italia mia custode, D’Italia mia cui l’Adige Una e immortai farà. Una d’intenti e d’opere, Di civil senno e d’armi, Qual se la pinse un profugo Saettator di carmi, Quando col ghigno amaro Vedea l’ovil suo caro Disfarsi, e i Ciacchi adulteri Marcelli diventar. Cinquecint’anai or volgono Che, per le ree contese, Macro d’affanni al tumido Quel pellegrin discese; Oggi deh! possa il forte Scoter dal crin la morte, E sulla franta lapida Terribil Dio parlar. Parli ai pentiti; e l’ispida Ruga del fronte spiani, Strette veggendo a un vincolo Le parricide mani, E non locato il serto Sovra un tedesco Alberto, Grido d’eceelsa collera Che al suo gran cor fuggi. Parli ai pentiti, e farmaco Di carità gemile Sia quella voce ai visceri Dell’emendato ovile; Ma sia crudel rampogna A chi demente agogna Trarre in guancial di sterili Alghe i deserti di. E tu, guerriero e principi), De’tuoi gran fati al pondo Re'j'gi e trionfa; e il memore no t _ Insanguinato mondo Pur finalmente veda Che non per astio o preda, Un’ora almen, quest’avida Destra dell’uom s’armò. Cosi respinto il nordico Seme alle patrie lande. Tu della franca Ausonia Re cittadino, e grande, Superbirai d’un trono Che fu vittoria e dono Della più afflitta e splendida Stirpe ehe Dio creò. G. PRATI. 3 Giugno. BULLETTINO DELLA GUERRA. Ecco le notizie pervenute al Comitato della guerra da’suoi corrispondenti circa ai fatti delle battaglie avvenute tra i Piemontesi e gli Austriaci nei giorni 29 e 30 maggio p. p. : Nel giorno 29 le truppe piemontesi avevano la stessa posizione, acquistata colla battaglia di Pastrengo per Bussolengo, Bosco di Castellinovi», Sona, Sommacampagna e Villafranca si attaccava ad un corpo di Napolitani che guardavano Goito, da dove partiva l’altra linea di osservazione