400 pìccoli, abbandonarono al nemico invasore le belle case e le splendide masserizie, emigrando oltre Po: il loro viatico, come i generosi figli della Polonia, non fu che un pugno del sacro terreno della loro patria. Noi v’imploriamo, o fratelli di Milano! Nè già per soccorsi istantanei , di cui abbisognale voi stessi e il prode esercito di Carlo Alberto; noi v’imploriamo, perchè degni di voi, perchè fratelli nella carità della pairia. Deh ! non vogliate giammai scompagnare le future vostre sorti da quelle dei Vicentini e dei Veneti. Dalle rive del Po , 1-4 giugno 1848. 28 Giugno. IL GOVERNO PROVVISORIO DELLA REPUBBLICA VENETA Decreta : Le granaglie di qualsiasi specie, compreso il riso, le farine d’ogni qualità e le paste, i legumi, la legna e il carbone, gli animali bovini, e ogni altra qualità di bestie destinale per il macello, e qualsivoglia specie di carnami tanto freschi che preparati insaccati, sono esenti, fino a nuova disposizione, dal dazio doganale di entrata. I vini esteri italiani procedenti da mare al loro ingresso in Chioggia pagheranno il dazio di entrata di lire dO (dieci) per quintale metrico, e quando in unione ai vini venga introdotta tanta quantità di grani, o farine, che superi in peso per ogni carico il peso del vino, il dazio predetto di entrata sarà di lire 7 (sette). CAMERATA 28 Giugno. Era mio fermo proponimento non usare per ora del benefizio di libera stampa. Finché l’abuso è circoscritto fra locali, e personali conflitti, questi si esauriranno o peli» non curanza, o pel disprezzo dopo lo sforzo infrenabile di una prima reazione della p*' rola sprigionata dal potere assoluto, che soffocavala in gola, rimandandola al cuore I»' cerato ed oppresso. Il Presidente MANIN. Il Segretario J. Zb.nnaM. II 3 JLngii» 1848 in Venezia.