non gli fa abbandonare le Venete con un secondo trattato di Campofor-mido; come non sia nè generoso nè utile che il debole pigli ironicamente in parola le proforte utili e generose del forte, per disdegnare una unione, che Dio per la prima volta dopo tanti secoli rende possibile in Italia ad emanciparla per sempre dallo straniero; infine come all’opposto ogni altra ambizione o personale o municipale che conduce alla disunione Italiana, sia riprovevole. Ma noi non vogliamo entrare in una discussione politica; intendiamo solamente di eccitare l’esortazione dei Reverendissimi Parrochi e del Clero a questo buon popolo di Venezia, affinchè nello stalo attuale di cose, a chiunque se ne voglia attribuire la colpa, s’è colpa e non merito; egli non si accenda a discordia, e non pronunzi! la propria condanna ad un isolamento che sarebbe il suo eccidio. Non ricusate, o Pastori, il vostro evangelico ministero ad un’opera cosi salutare. PIETRO MANDELLI. 7 Giugno. leggendo nell'ultimo giornale: IL CAFFÈ PEDROCCHI (2 Giugno 1848) i seguenti versi diretti a Venezia: » Ma sia crudel rampogna A chi demente agogna Trarre in guancial di sterili Alghe i deserti dì. » risponde al Prati, autore di quella poesia : Demente! e eia queste alagli« Venezia non sorgea, Dei secoli miracolo, Madre, regina e dea? Non fu quest’alga stessa i.he tenne la promessa Di far redento un popolo Fuggente a servitù? Fu su quest’a/g-a sterile Che il gran colosso crebbe, Che conquistò gl’imperi, Che all’ Oceano bebbe, Signore in mare e in terra, Signore in pace e in guerra, Insegnatore ai barbari ii’ogni c’ml virtù. Sterili demente! — improvvida, Bea la parola, o vate Sterile in facil numero, Demente quando oprate: Scordaste quanto disse La vostra voce, o scrisse 11 variabil calamo Che ritentate ancor. Voi calpestate il rudero Sulla cui bianca fronte Stassi T infausto anatema Scagliato a Bajamante ; Scordate il legno antico Su cui tuonava Enrico, Che snggeria l’effimero Tripudio al vostro cor. Per secoli decrepita Cedea Venezia un giorno — Giunse i suoi ceppi a frangere, K coi suoi figli intorno, Ririverginata al sole Di magiche parole, Diede l’impulso e l'opera, Ed altri si affrancar.