532 Mi pare che dobbiamo cercare che sia fatto il meglio : non dobbiamo essere troppo rigorosi, e dobbiamo quindi adoperare tutti quei mezzi, che crediamo opportuni per riuscire nello scopo che ci proponiamo , di introdurre tutte quelle riforme che sono veramente utili pel nostro paese, lo crederei quindi che, seguendo piuttosto lo spirilo della legge, di quello che la parola, si dovesse accogliere la proposta e fosse nominata la Commissione. 11 rappresensante Farò : Non è una proposta. Il rappresentante avv. Benvenuti: Mi pare che si sia prima una questione di Regolamento; se, cioè, si possa assoggettare alla votazione, se debba esser presa in considerazione cpiesta proposta. Il presidente : Quando nasce qualche dubbio sull’interpretazione del Regolamento, non altri può risolverlo se non che l’Assemblea. Prego dunque di lormolare la proposta relativa alla questione pregiudiziale. Il rappresentante Fare : Chiamato a formulare, direi : « L’Assemblea, visto che la presa in considerazione è ammessa dal Regolamento per le proposte dei rappresentanti e non per le semplici espressioni di desiderii individuali, passa all’ordine del giorno. » Il rappresentante L. Pasini : Io vorrei però che trasparisse dalla formula dell’ordine del giorno del rappresentante Varè, essere grandissimo il desiderio dell’Assemblea che la Commissione per l’istruzione pubblica si occupi dell’argomento. Il rappresentante Fare : Aderendo alle osservazioni del rappresentante Pasini, aggiungo alla mia formula un’altra espressione, lo dico: « col desiderio che il Governo od uno dei rappresentanti presenti al più presto una proposta formulata sull’interessantissimo argomento della pubblica istruzione ». Il rappresentante Tommaseo : Il collega Varè esclude dall’ Assemblea i desiderii; anche io escludo i desiderii sterili, ma i fecondi, gli accetto. D’altra parte, l’egregio Varè, nell’atto stesso del dar bando ai desiderii, desidera ; e ripete due volte la parola desiderio nella proposta che fa. Molto avvedutamente il collega Pasini ha toccato della precauzione che nel Regolamento fu presa, per la quale è interdetto alle Commissioni permanenti l’iniziare una qualuncpie siasi proposta, lo, a dire il vero, non ero dello stesso parere, e altri ancora della Commissione non erano. Io credo che ad una Commissione permanente, che appunto abbraccia temi generali, sia lecito, anzi debito, iniziare alcune proposte. Bla giacche sopra ciò la questione è decisa, desidererei che almeno se ne facesse eccezione in alcuni casi, e che in questo momento, giacché si tratta di cosa tanto importante come la riforma degli studii ; giacché alcuni si lagnano che le riforme parziali, proposte con molto zelo dal Governo e dalla Commissione a ciò eletta , non bastino , anzi, confondendo i mali presenti coi passati, creino qualche maggiore disordine; giacché queste cose son soggetto di comuni lagnanze; desidererei che la proposta del signor Gasparini non fosse così rigettata. Un’altra ragione ancora mi muove a consigliare codesto; ed è che l’argomento riguarda non solamente irli studii. ma tulle le riforme che