481 sabili, agli affari correnti nelle cause d’urgenza, firmando i r. decreti, i quali saranno contrasegnati e vidimati nelle solite forme. « Gli altri affari continueranno ad essere rassegnati dai rispettivi ministri. « Tutti gli ordini per le operazioni di guerra saranno dati in nome nostro dal generai maggiore dell’esercitOj cavaliere Alberto Chrzanowski, che ne avrà la risponsabilità. » Ai militi della guardia nazionale. Nel procinto di avviarmi dove mi chiama l’onore ed il voto de’mici popoli, mi è grato manifestarvi quanto sia grande la fiducia che in voi ripongo. L’affettuosa sollecitudine con la quale già vegliaste alla guardia della mia famiglia, alla custodia della pubblica quiete, alla difesa della monarchia e delle libertà costituzionali, m’assicura che voi risponderete con pari zelo ed ardore al nuovo appello che v’ indirizzo. Le condizioni del paese non sono meno di allora solenni : i lempi non sono meno difficili. La vostra fermezza, il vostro amore, la vostra fede saprà vincere ogni ostacolo. Forte del vostro braccio, il mio governo potrà mantenere l’ordine pubblico, eh’ è compagno inseparabile della vera libertà ! Qualunque attentato si volesse commettere contro le nostre »istituzioni potrà essere col vostro concorso represso. Sicuro da questo lato, io, che ho consacrato la mia vita e quella de’ miei figli alla causa dell’ indipendenza italiana, saprò lieto affrontare e fatiche e pericoli per ottenere una pace onorata, e perchè possano ritornare fra breve nel seno delle loro famiglie quei generosi vostri fratelli, che sono pronti a combattere contro lo straniero^ ed a versare il sangue per la patria. Torino il do marzo 1849. CARLO ALBERTO. Il re è partito a mezzanotte per il campo. Una folla di popolo assai folta, malgrado l’ora tarda c la voce sparsa ad arte che partirebbe il 15, Io salutò con gran gridi: Viva il re, viva la guerra. II re è pieno d’ardore per la guerra d’indipendenza. La sua fermezza in questo punto ebbe ancora a manifestarsi domenica. Abercromby volle tentare l’ultimo colpo e si fece a raffigurargli co’ più neri colori quali sarebbero le conseguenze della guerra, mentre facendo un bel passo avanti, gli prometteva d’altra parte buoni risultati d’un accomodamento pacifico. Prometteva il tratto di Lombardia congiunto al Piemonte che va fino all’Adda. Carlo Alberto diede all’inglese un solenne rabbuffo e disse fieramente come la sua vita e la sua corona esponesse, non per un brano di terra, ma per la liberazione completa della penisola. Bois-Le-Comte ci si mostra favorevole. T. VI. 31