534 Cittadini rappresentanti ! Nel deporre sul banco della presidenza la proposizione che ora vi In annunciata, io spero di essermi latto interprete del volo di tutti i cittadini probi ed onesti, e di promuovere un provvedimento a vantaggio della pubblica moralità, ed a conservazione della pubblica quiete. Il progresso è una conseguenza della moderna civiltà : la stampa è il più potente ed il più rapido veicolo del progresso; quindi la stampa non dev’essere stretta da torture e da vincoli. Ma il tenere la stampa, ed il progresso fra gli argini della moralità, è dovere di cittadino , è dovere dei governi. La stampa dev'essere libera, perchè senza la libertà non potrebbe spandere i lumi, che si associano col progresso: ma la libertà della stampa non deve degenerare in licenza', perchè la licenza è produttrice di tenebre, e non di luce. Cittadini ! La mia proposizione è particolarmente diretta a porre un freno alla licenza del giornalismo, delle stampe volanti, e dei libelli. La religione, la morale, gli uomini onesti, i cittadini i più probi, ed ¡1 medesimo patriottismo, furono presi a bersaglio, e a zimbello da taluno dei 48 giornali che comparvero nella nostra città dopo il 22 marzo dell’anno scorso. Gravi disordini non derivarono, è vero, alla pubblica quiete del nostro paese; ma, se non venne turbata, lo si deve attribuire alla singolare moderazione, ed all’esemplare buon senso del nostro popolo religioso e morale. La situazione della nostra città può farsi più grave ogni giorno; nè sarebbe prudente consiglio permettere che impunemente si provocasse la privata e la pubblica sofferenza. Un saggio governo non concederebbe la libera vendita dell’aconito e della morfina; la stampa licenziosa e satirica è un seducente veleno di corruzione: quindi la si deve impedire. Una legge repressiva, che colpisca l’abuso della libertà della slampa è una vera necessità. 11 Codice criminale, tuttora vigente, non è bastante a infrenarla. Un anno di esperienza ve ne diede la pruova. L’Inghilterra e la Francia, popoli eminentemente civili e liberi, conobbero e provvidero a questa necessità con una legge di repressione. — La presente eccezionale condizione della nostra città , ancora più imperiosamente domanda questo provvedimento. La stampa licenziosa è fomite di calunnie, di risse, di divisioni, e la condizione nostra altamente reclama in ogni classe di cittadini la concordia e l’unione. Lo domanda l’indole del nostro governo, perocché, quanto più è popolare un governo, tanto più è necessario che non sia licenziosa la slampa ; perchè la stampa sfrenata è il primo passo alla sfrenata licenza di un libero popolo. — Lo domandano finalmente la dignità ed il decoro di questa stessa Assemblea , perch’ è nostro dovere impedire che si vilipenda la rappresentanza della sovranità popolare. Perciò propongo: «che l’Assembiea demandi alla Commissione permanente legislativa l’incarico di un progetto di legge di repressione contro l’abuso della libertà della stampa ». Cittadini rappresentanti! Rammentatevi che noi abbiamo il dovere di conservare l’ordine e la tranquillità del paese che ci ha nominati a rappresentarlo.