393 Dunque credo che, ogni volta che nascesse un caso, nel quale l’Assemblea non fosse persuasa del procedere di agenti subalterni del potere esecutivo, anche senza che noi gli abbiamo data responsabilità verso noi, basterà la responsabilità morale; perchè, da una parte, la censura data ad un agente personalmente lo indurrà a licenziarsi, e perchè, dall’allra parte, il capo del potere esecutivo capirà bene che, siccome non è possibile che taccia tutte le cose, non vorrà assumere per sè la responsabilità, non vorrà dire: mi licenzio, perchè avete disapprovato il mio agente subalterno. Quanto all’articolo riguardante il potere costituente e legislativo, siamo perfettamente d’accordo, ed è inutile quindi parlarne. Ciò, di cui conviene parlare, si è dei poteri straordinarii. La Commissione propone accordarli; il rappresentante Si riori propone che 1‘Assemblea gli accordi, quando il Governo dichiari che gli sono necessarii: cioè, che quando egli venga a domandarli, l’Assemblea gli accordi tutto quello che sarà ragionevole accordare. Devo ricordare quanto è stato detto nel rapporto della Commissione; cioè che molti membri della Commissione stessa (ed io tra quelli) credono che i poteri ordinarli basterebbero. Questa è la nostra individuale opinione, e da questo lato consentiamo col rappresentante Sirtori. Ma abbiamo già esposto, come sappiamo, che il Governo non sarebbe composto se non con questi poteri; cioè, che Daniele Manin, nella cui lealtà tutti riponiamo fiducia, in sua coscienza crede che sieno necessarii questi poteri. E quantunque l’opinione nostra fosse diversa, avendola noi chiaramente e francamente dichiarata, abbiamo detto : posto che nella vostra coscienza credete necessarii questi poteri, e posto che questa necessità, agli occhi vostri, è tale, che altrimenti il Governo non sarebbe composto, agli occhi nostri la necessità di opinione diventa necessità di circostanza; e perciò abbiamo consentito, con lutti gli altri membri della Commissione, ad accordare fino da ora questi poteri, anticipando, cioè, quello che faremmo forse da qui ad un’ora, forse domani. Infatti, se noi accordiamo solamente i poteri ordinarti, il presidente verrebbe a questa tribuna e direbbe: non posso accettare questo potere da voi conferitomi, se non con queste condizioni; e l’Assemblea, che vuole il fine, vorrebbe i mezzi. Giova replicarlo; la quistione non è che di forma. Lo abbiamo saputo noi, e credo che mollissimi in questa sala già lo sappiano : Daniele Manin crede nella sua coscienza che questi poteri gli siano necessarii. Il rappresentante Sirtori: Convengo chela quistione è in molte parti d* ionna, ma anche le questioni di forma hanno qualche volta molla importanza ; e nel nostro caso la questione di forma è di essenza. Anzi dirò che tutte le forme hanno sempre stretto rapporto coll’essenza, e che dicendo che la questione sia di forma , non è disconoscere l’importanza della questione. Il sig. Yarè, che nel caso singolare non ha voluto questa divisione della parte personale dalla parte di costituzione del primo paragrafo, ha creduto ammettere la generale convenienza di questa divisione. ti sig. Varò non si accorda colla mia emenda, in quanto alla neccs-